Alessandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio Regionale della Campania
   
   
   
   
   
   
   
   

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Notizia del 05 Marzo 2010

MASTELLA: IL PD È IL PARTITO DEI FIGLI DI PAPÀ. (IL QUADERNO)


Mastella: il Pd è il partito dei figli di papà. Se la gente vorrà, nel 2011 mi candido a sindaco di Benevento (Il quaderno)

Nostro servizio - Un Clemente Mastella a tutto campo quello che stamattina ha aperto la campagna elettorale dell’Udeur presentando ufficialmente il nuovo segretario provinciale del partito, Vittorio Fucci, e i tre candidati alle prossime regionali del 28 e 29 marzo. Si tratta della moglie, Sandra Lonardo, di Annio Maiatico e Zaccaria Spina.

Le prime parole l’europarlamentare le ha spese proprio per la Lonardo che è a Roma a causa del divieto di dimora in Campania per l’inchiesta sul caso Arpac, esplosa nell’ottobre scorso. Forte e accesa la sua difesa del diritto costituzionale dei candidati di partecipare alla campagna elettorale.
“Ho appreso – ha dichiarato Mastella - proprio stamattina dai giornali che un boss, condannato a 24 anni per omicidio, è stato scarcerato dopo 10 mesi. Mia moglie, invece, è in esilio politico da 4 mesi senza aver ucciso nessuno. La possibilità di fare campagna elettorale è un diritto garantito dalla Costituzione, né si può accettare la tesi secondo cui chi si è dimesso e non partecipa può tornare a casa. Chiedo l’intervento del Capo dello Stato, del Consiglio Superiore della Magistratura, nonché delle diverse forze politiche, come ad esempio i Radicali ed Emma Bonino.

Tutto questo lo dico con il calore non tanto del marito, ma di chi è provato dopo anni di sofferenza dal punto di vista umano. Credo ci sia un’ossessione persecutoria rispetto al tentativo di far morire
preventivamente l’Udeur. Ciò si può dedurre anche da quanto accaduto per la presentazione delle liste a Roma, dove in un primo momento siamo stati esclusi per mancanza di firme. C’è stato bisogno di fare due ricorsi e, addirittura, di presentare anche le fotocopie per dimostrare che avevamo le 2mila firme. E’ incredibile`.

`La guerra che si sta scatenando in Italia tra potere politico da una parte e magistratura dall’altra - ha proseguito il leader del Campanile - nuoce al Paese e ai cittadini. Spero si torni nel solco della sobrietà e moderazione. Io non muovo accuse ai magistrati e non l’ho mai fatto, ma credo si usino spesso due pesi e due misure, poiché stavolta il limite è stato superato. Non voglio risentimento nei miei confronti e neanche sentimento. Chiedo solo che ci sia un’ipoteca democratica per la quale la competizione si svolga liberamente. Chiediamo alla gente sannita di essere i giudici popolari nella scelta dei rappresentanti. Se c’è qualcuno tra i magistrati che può dimostrare che ho mai accettato tangenti, sia io che la mia famiglia, sono pronto a dimettermi oggi stesso! “

Mastella è poi passato ad analizzare la situazione sul piano politico locale: “Siamo stati accusati di essere il partito familista, ma Giulia Abbate e Francesco Nardone a chi sono figli (il riferimento è ai loro rispettivi pader, già parlamentari Michele Abbate e Carmine Nardone, NDR )? In lista con il Partito Democratico ci sono i figli di papà. E’ strano che l’Udeur sia spesso riconosciuto come un partito di potere. A Benevento oggi c’è un monocolore del Pd mai esistito prima: al Comune, alla Provincia, alle Case Popolari, alle Asl, ma nessuno obietta nulla”.

Giunge poi la rivelazione del leader del Campanile rispetto alle elezioni comunali che si svolgeranno a Benevento nel 2011. “Se la gente mi vorrà, sono pronto a investire la parte finale della mia vita politica in questa competizione e in prima persona, dedicandomi a coloro che mi hanno sempre sostenuto”.

Un cenno poi al candidato alla presidenza campana con il centro sinistra, Vincenzo De Luca: “Il sindaco di Salerno ha tentato di essere qualcuno a Roma, inutilmente, poiché non c’è riuscito. La sua affermazione di essere un uomo fuori partito è un’esagerazione, visto che è nato proprio come impiegato di partito. Dica qualcosa anche della nostra provincia a cui non ha mai pensato. Noi, in passato, l’abbiamo fatto con la Scuola Carabinieri, la Scuola Magistratura che spero possa tornare a essere qui, l’Università del Sannio, il Conservatorio”.

Mastella ha poi rivolto un ringraziamento a Pasquale Viespoli “il quale dice che l’Udeur dovrebbe confluire all’interno del Popolo della libertà. Se così fosse stato, però, oggi a Roma gli elettori moderati non saprebbero chi votare perché noi abbiamo la nostra lista, il Pdl ancora no.

La mia idea è questa: durante le competizioni regionali è giusto che scendano in campo anche partiti territoriali, come il nostro. Altra cosa sono, invece, le elezioni politiche in cui ci si unisce all’interno della stessa area di riferimento. Noi, insieme al Pdl e all’Udc, siamo il partito che si presenta da solo, senza altri simboli che connotino mescolanza. Siamo orgogliosi di essere presenti e incoraggiati per la norma elettorale nuova, grazie alla quale sono convinto che ce la faremo”.

L’ultimo commento del leader del Campanile è stato sulla situazione politica nazionale. “Il Pd è in crisi per l’abbandono di una frangia notevole di cattolici. Tale situazione si è verificata a causa di una combinazione che non è mai stata una fusione vera tra la realtà cattolica e quella di natura marxista. E’ sintomatico che ne sia uscito anche il fondatore, Francesco Rutelli.

Dall’altra anche il Pdl ha segnato in questi giorni un declino organizzativo e politico, ma speriamo e sono convinto si arresterà. Ciò, però, farà si che tale partito non ce la farà più da solo e avrà bisogno del conforto dei propri alleati”.

Ha poi preso la parola, dal suo computer, in videoconferenza, Sandra Lonardo, visibilmente commossa: “In questo paese sono saltate tutte le regole. Sono qui molto dignitosamente, vivendo una situazione difficilissima. Ciò che ho fatto in questi anni è sotto gli occhi di tutti. Ho rivoluzionato una macchina amministrativa, organizzativa del Consiglio Regionale che prima non c’era. Oggi lascio un parlamentino funzionante sotto tutti i punti di vista. Eppure, sono qui, in esilio, e mi sento molto a disagio perché sono una persona perbene e non ho fatto nulla, non c’è un solo atto di cui vergognarmi. Ho sempre rispettato tutti i cittadini di Benevento, della Campania e dell’intero Paese. Sono stata la presidente super partes del Consiglio. Oggi voglio rientrare per far sì che questo federalismo di cui tanto si parla si possa attuare esaltando quelle che sono le nostre peculiarità e zone interne. Ho provato tanto in questi anni con il presidente della Giunta Regionale Antonio Bassolino, ma non ci sono riuscita. Voglio un Consiglio Regionale che possa essere forte e fare programmazione e controllo. Per questo mi batterò.

Il mio caso rischia di essere un precedente pericolosissimo per la democrazia del Paese. Non ho capi d’imputazione. Siamo persone libere e non è giusto che un magistrato debba porre un limite a questo. Si vada a vedere la situazione di Vincenzo De Luca…due pesi e due misure”. La Lonardo ha poi annunciato di aver fatto realizzare uno spot sottotitolato per i non udenti poiché, afferma, “sono sempre stata vicina alle fasce deboli”.

Solidarietà le è stata espressa dal segretario cittadino, Angelo Fusaro, dal segretario provinciale Fucci e dagli altri due candidati. “Uno dei punti fermi – ha ribadito Maiatico - sono le nostre zone. Siamo l’unico partito a poter dire che difenderemo il Sannio perché abbiamo qui le radici, il cuore e il cervello. Noi non abbiamo leader ad Avellino e non saremo mai provincia irpina. Altro aspetto è la sanità. Basta con i tagli indiscriminati e trasversali. Bisogna evitare gli sprechi, ma tener presenti i parametri che non possono essere gli stessi per zone più ricche e più povere. Sono nauseato e disgustato per la lotta di poveri che si sta verificando a Sant’Agata dei Goti e Cerreto e del fatto che i capi del popolo siano proprio appartenenti del Pd, massimo responsabile della situazione. Anche noi abbiamo governato la Regione Campania, ma oggettivamente non abbiamo mai avuto la responsabilità della sanità”.

E’ intervenuto, quindi, Spina: “Sono in politica da giovanissimo e faccio parte anch’io di questo territorio e ne conosco tutti i problemi e le peculiarità. I Comuni a livello regionale sono stati messi in ginocchio. Un esempio per tutti è la legge 51 con cui sono stati eliminati i finanziamenti per le opere pubbliche con perdite di posti di lavoro e un’economia che si è fermata. Anche la vicenda che ha interessato le Comunità Montane è stata uno scempio, con l’accorpamento ridicolo del Tammaro – Titerno. Essendo presidente della Comunità Montana del Fortore ho già intrapreso una politica di difesa del territorio e riscoperta delle nostre tradizioni. Vorrei portare anche in Regione la mia esperienza”.

Ha concluso il nuovo segretario provinciale dell’Udeur: “Nella coalizione di centrodestra – ha sostenuto Fucci - che si presenta a queste regionali, il partito dei Popolari Udeur è uno dei pochi ad avere un proprio simbolo, senza funzioni ibride. La legge elettorale con cui andremo a votare favorisce le piccole province e fornisce la certezza che il nostro partito sarà il primo rappresentante del Sannio in Consiglio Regionale. Siamo e rimaniamo il più autentico partito di centro, nel rispetto della cultura laica con cui ci confronteremo per tutelare gli interessi della collettività”.
Grazia Palmieri







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