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Notizia del 26 Febbraio 2010

SANITA`: LA CORTE DEI CONTI INDAGA SULLA SORESA ``15 MILIONI DI DANNI ERARIALI``


(Dal quotidiano Il Mattino del 25 febbraio 2010)

di Adolfo Pappalardo. «Troppe figure intermedie», aveva scritto esattamente un anno fa, nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, il procuratore della Corte dei Conti Arturo Martuzzi di Scarfizzi riferendosi alla Soresa. Già. E ora viene istruita formalmente l’inchiesta su quelle «figure» che avrebbero procurato un danno erariale di oltre 14 milioni di euro. Da qui l’avviso a comparire dei giudici contabili (che equivale a un avviso di garanzia) per i manager della partecipata di palazzo Santa Lucia (Michele Sandulli e Franco Tancredi) e i membri del cda che, era il luglio del 2006, firmarono il contratto di ristrutturazione del debito con il pool di banche. Al centro dell’indagine le due società di Omar Scafuro che hanno incassato per l’operazione la somma di 14 milioni e 447mila euro. Senza però, ipotizzano i giudici contabili, aver fatto nulla di quanto stabilito nel contratto. Limitandosi a una pura e semplice intermediazione. È questo il presunto danno erariale formalizzato dal vice procuratore generale Antonio Buccarelli nell’inchiesta che si sofferma anche su un altro aspetto. E cioè sul mancato sfruttamento dell’intera provvista finanziaria messa a disposizione dalle banche. Un passo indietro. Nella finanziaria regionale licenziata il 29 dicembre del 2005 si decide di affidare alla Soresa l’operazione di ristrutturazione del debito attraverso il reperimento di operatori finanziari. Occorre una cartolarizzazione, l’unico maniera per evitare la bancarotta a causa di debiti pregressi delle Asl che toccano la cifra record (al dicembre 2005) di 4,5 miliardi di euro. Il contratto tra Soresa e Caylon, Credit Suisse e Lehman Brothers (gruppo vincitore della gara) viene stipulato il 10 luglio 2006. E nello stesso contratto viene stabilito il ruolo dei «servicers». Eccole, quindi, le figure intermedie, di cui già un anno fa parlava il procuratore. Ovvero la «Carrigton & Cross» e «Fmg partners corporate advisors», nate esattamente un anno prima, che dovevano in sintesi fornire alla Soresa una serie di servizi. A partire da un call center specializzato, una piattaforma informatica capace di gestire e certificare i debiti accumulati e un monitoraggio per tutta la durata dell’operazione spalmata su 29 anni (e del costo totale di 4,9 miliardi per le casse regionali). Per un guadagno di 17,70 milioni di euro (ovvero lo 0,65 di provvigione sui 2,730 miliardi di euro che avrebbero anticipato le banche). Telefoni attivati ma mai utilizzati, sedi tra Napoli e Salerno in stato di abbandono, le due società riconducibili a Omar Scafuro, secondo la procura contabile, non hanno adempiuto in nessun modo agli oneri assunti nel contratto. Anzi i dipendenti (a tempo determinato) delle due società usano nell’autunno del 2006 i computer, banca dati e i locali della Soresa per svolgere il loro lavoro. Abbastanza per poter ridiscutere o invalidare il contratto. Eppure la super commissione viene saldata tranquillamente. E sul perché sia di 14,44 milioni e non di 17,70 milioni, come da contratto, apre un altro capitolo dell’inchiesta su cui pure c’è la lente d’ingrandimento dei magistrati contabili. La gara, infatti, viene assegnata perché il pool di banche offre condizioni più vantaggiose. Ovvero un fondo di 2,7 miliardi di euro ma, inspiegabilmente, alla fine, solo 2,2 miliardi vengono realmente sfruttati per l’operazione. E le due società di service incassano, quindi, lo 0,65 su 2,2 miliardi e non su 2,7. Molto, scrivono i giudici, per una semplice intermediazione. Senza contare alcuni scenari quanto meno opachi. A cominciare da un presunto conflitto d’interessi per la partecipazione della Carrington & Cross nella Federlab, che raggruppa, quest’ultima, operatori sanitari che vantavano debiti nei confronti delle Asl. Chi vantava il debito cioè era in società con chi doveva certificarlo e pagarlo. Troppe ombre, per i magistrati contabili. E non solo la superparcella pagata alle due società di Omar Scafuro su cui i vertici della Soresa rispondono ora di danno erariale.






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