Alessandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio Regionale della Campania
   
   
   
   
   
   
   
   

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Notizia del 23 Gennaio 2010

DOSSIER CAMPANIA: SANDRA LONARDO, SONO INNOCENTE E LO DIMOSTRERO` - INTERVISTA


Pubblichiamo l’intervista di Giusi Brega a Sandra Lonardo, pubblicata su ‘Dossier Campania’, il magazine del Giornale in edicola il 23 gennaio 2010 .

``Sono innocente e lo dimostrerò``

Sono circa tre mesi che è lontana dalla Campania, dopo che il Gip della Procura di Napoli le ha imposto il divieto di dimora in Campania e nelle zone limitrofe nell`ambito dell’inchiesta su presunti condizionamenti attraverso l`Arpa regionale. Ma Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio regionale della Campania, non si dà per vinta. Da Roma continua a seguire le vicende della sua regione e annuncia che non si tirerà indietro qualora le fosse chiesto di ricandidarsi. E, in attesa che la Magistratura si esprima, ha deciso di scrivere un libro sulla sua storia. Senza polemica e senza rimorsi. Ma con una provocazione: «Nella prossima vita voglio essere meno onesta. Paga di più».

Come ha vissuto in questo periodo di lontananza?

«In maniera serena, malgrado tutto. Serena e determinata. Il tempo è galantuomo e la verità verrà fuori. Se si riflette, io sto scontando una pena ancor prima di un processo e di una condanna. Il nostro ordinamento parla di presunzione d’innocenza, fino al terzo grado di giudizio. Non certo di presunzione di colpevolezza. Per questo giudico quanto mi sta capitando un precedente pericoloso. Oggi è toccato a me, domani potrebbe capitare ad altri. Malgrado ciò, continuo ad avere fiducia nella Magistratura e sono certa che mi verrà fatta giustizia. Sicuramente soffro per i tempi troppo lunghi della Giustizia. Ma voglio guardare avanti. Io ho dato l’anima per la mia regione. Ho svolto il mio ruolo di presidente del Consiglio regionale con grande scrupolo. Di questo vado fiera. In questi anni ho cercato di ridare dignità e prestigio ad un’Istituzione che per anni era rimasta in ombra, schiacciata dallo strapotere dell’esecutivo, mortificata da una giunta dirigista, centralista, autoreferenziale».

Pensa di aver commesso qualche errore?

«Nessuno è infallibile. Solo chi non fa non sbaglia. Per operare al meglio mi sono affidata a persone esperte. Non ho guardato alla loro appartenenza ma alle loro capacità professionali, mi sono mossa a 360 gradi, senza pregiudizi di parte. Con questo criterio ho scelto il mio consulente giuridico e persino il Segretario generale. Persone apprezzate da tutti per equilibrio e competenza, dai consiglieri regionali di tutti gli schieramenti. Alla faccia delle supposte pratiche clientelari, magari facendo dispiacere qualche esponente del suo partito, ho scelto come primi collaboratori delle persone di diversa fede politica, guardando all’interesse comune. Non a caso rivendico il merito di aver messo ordine in un Consesso dove erano state seppellite parole e comportamenti come rigore, trasparenza amministrativa, efficienza, puntualità, correttezza nei rapporti istituzionali, capacità di ascolto, attenzione reale ai bisogni dei singoli territori, specialmente quelli più distanti, quelli delle aree interne. Da sempre, i più penalizzati perché più deboli elettoralmente».

Se tornasse indietro, rifarebbe tutto?

«Sinceramente non lo so. Se avessi accettato, all’inizio, di scendere a compromessi, forse oggi non mi troverei in questa situazione. Ma certe cose uno se le porta dentro e non si può cambiare. Per questo rivendico con forza le tante cose fatte. In questa legislatura abbiamo approvato leggi di sistema, grandi riforme attese da decenni. Potrei farne un elenco lungo di qui a Benevento. Tutto questo, anche per merito mio, per la mia determinazione, a costo di essere considerata una stacanovista rompiscatole».

Continua a svolgere attività politica?
«La passione per la politica non si cancella. Intanto, continuo a esercitare il mio ruolo istituzionale. Sono il presidente del Consiglio in carica. Ho solo delegato alcune funzioni perché, responsabilmente, non ho voluto che si bloccasse il lavoro. Avrei potuto farlo, mi creda. Ma non l’ho fatto, sempre per rispetto dell’Istituzione che rappresento».

Cosa può anticiparci del libro che sta scrivendo?

«Sto raccogliendo appunti, ricordi, migliaia di attestati di amicizia, di stima e di solidarietà da parte di tante persone che nemmeno conosco. Racconterò quello che mi è capitato. Vorrei far sapere a tutti, specialmente a chi mi ha frettolosamente giudicata, chi è davvero Sandra Lonardo Mastella. Lo farò senza enfasi e senza rancori. Ma con il cuore di una donna ferita sì, vinta mai. È una cosa che devo a me stessa, a mio marito, ai miei figli, alla mia famiglia, ai miei amici, oltre che ai tantissimi che credono in me, che mi sostengono, che mi danno la forza di non mollare. Tanta gente è rimasta colpita dalla mia vicenda, assolutamente kafkiana. Sono vittima di tante millanterie e di una serie di calunnie rivoltemi da personaggi assolutamente inattendibili. Molti di loro sono stati già smentiti dai fatti. Racconterò anche questo».

Perché dice questo?

«Ma lo sa che ancora non so di che cosa mi si accusa? Quel che so è che sto subendo una condanna preventiva. Sto espiando una pena prima ancora di un processo, prima ancora di una condanna. Nonostante ciò sono fiduciosa. Ci sarà certamente un giudice a Berlino».


Ha mantenuto dei legami con chi l’ha sostenuta?

«Mantengo legami con chi ha a cuore la mia stessa passione e con chi immagina che la politica debba servire a risolvere i problemi reali della gente, i problemi quotidiani: il lavoro, la casa, la salute, un ambiente più tutelato, il rispetto dei diritti e dei doveri, delle regole».

Criminalità, degrado, le città campane agli ultimi posti nelle classifiche sulla qualità della vita. Come commenta questa realtà?

«Ho letto una serie di interviste a donne campane di diversa estrazione politica, sociale, culturale e professionale. Le loro risposte mi hanno colpito. Tutte, nessuna esclusa, hanno ripetuto la stessa cosa: occorre che la politica si impegni affinché la Campania diventi finalmente una regione normale. I cittadini campani hanno bisogno di normalità. Come insegna la triste esperienza dei rifiuti, bisogna abbandonare la stagione dei troppi ed infiniti commissariamenti. Ognuno deve fare la sua parte ed il suo dovere. Così si combatte e si vince la camorra. C’è bisogno di cultura, di conoscenza, di vera formazione professionale. Sono queste le uniche armi per sconfiggere il degrado, la criminalità».

Quali risorse mettere in campo per il rilancio?

«La Campania deve mettere in campo le sue migliori energie, umane, professionali. Le donne possono dare un gran contributo. Determinante. Se i fondi europei – solo per fare l’esempio più eclatante – fossero stati gestiti da una donna, si sarebbe certamente evitato il grande sciupio di questo decennio. Miliardi buttati al vento. Il vero grande scandalo politico! Tanti soldi, spesi male e addirittura rimasti nei cassetti di Bruxelles per mancanza di una seria programmazione ed un’efficace capacità di progettare e di coinvolgere nelle scelte gli operatori, i rappresentanti dei territori».

Quali sono le condizioni perché lei possa ricandidarsi?

«Se mi verrà chiesto di misurarmi e di dare il mio contributo, non mi tirerò indietro. Tra l’altro, la nuova legge elettorale, con due preferenze obbligatoriamente alternate consente finalmente alle donne di votare donna. Le sfide non mi spaventano. Ci sono abituata. Farò la mia battaglia politica, anche se temo di non poter competere ad armi pari perché sono costretta lontano dalla Campania. Ma non sarà certo questo a fermarmi. Sto pensando di sperimentare nuove forme di comunicazione. In ogni caso, dovranno essere i cittadini campani a decidere il mio destino politico. Non altri. Anche per questo non mi sono dimessa. Perché avrei dovuto implicitamente ammettere colpe che non ho. Sono una persona perbene e lo dimostrerò. Ci vorrà del tempo, ma accadrà».






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