Alessandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio Regionale della Campania
   
   
   
   
   
   
   
   

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Notizia del 20 Gennaio 2010

BATTISTA (CORSERA): PER SANDRA LONARDO MASTELLA (FEROCE) CONDANNA PREVENTIVA


(dal sito on-line del Corrieredelmezzogiorno)
Pubblichiamo il servizio apparso oggi sul «Corriere della Sera», ititolato: Lonardo, la (feroce) condanna preventiva

di PIERLUIGI BATTISTA

Ma davvero Sandra Lonardo Mastella merita di essere trattata come una delle più pericolose criminali della storia italiana? E, visti i tempi lenti della giustizia, si è deciso forse che ai politici vada riservato un trattamento feroce preventivo, prima ancora della condanna in un tribunale? Tre mesi fa alla signora Mastella, in un’inchiesta su un giro di raccomandazioni e favori nell’ambito della Regione Campania, è stato interdetto persino l’avvicinamento in territorio campano e nelle province limitrofe. A Natale, come è noto, è consentito ad alcuni detenuti di trascorrere qualche ora in famiglia. A Sandra Lonardo Mastella non è stato consentito.

Troppo pericolosa, evidentemente. O troppo contagiosa per mettere piede nella sua terra anche per un breve periodo. Doveva stare nell’esilio anche il 25 dicembre. Un Natale con i suoi chissà quali gravi conseguenze avrebbe avuto sulle indagini. E chissà a che punto sono queste indagini. Se in tre mesi hanno fatto qualche passo in avanti. Se hanno messo in luce elementi che possano giustificare la severità estrema con cui viene trattata la signora Mastella. Se la comprensione dei reati si è fatta più chiara. Ma forse non è nemmeno importante questo. Non è nemmeno in questione l’innocenza o la colpevolezza dell’indagata. Anzi, l’innocenza, come detta la Costituzione, dovrebbe essere garantita fino a sentenza definitiva. Ma in Italia questa formula non sembra godere di grande reputazione. La si ripete in continuazione con solenne ipocrisia. Ma poi, alla fine, dell’innocenza della signora Mastella non importa un granché. L’importante è che su di lei si agisca con la massima sollecitudine. Che l’opinione pubblica possa facilmente trovare un simbolo per sfogare la propria indignazione. Che la pena sia scontata prima ancora che abbia inizio il processo. Ovviamente ripetendo la formula rituale che prevede totale e incondizionata fiducia nell’opera della magistratura. Peccato però che i tempi dei processi non coincidano con le condanne preventive che prevedono la fine politica di chi, secondo la legge, non è ancora colpevole.

È di questi giorni la sentenza definitiva che scagiona Calogero Mannino da accuse per cui l’imputato ha già scontato numerosi mesi di prigione e di arresti domiciliari: ma intanto la figura politica dell’imputato assolto è già stata largamente compromessa. Ottaviano Del Turco, arrestato con grande clamore sulla base di prove che il procuratore di Pescara ha sbandierato come «schiaccianti» e che pure hanno avuto bisogno di un paio di proroghe nelle indagini per farsi ancora più schiaccianti, non è più presidente dell’Abruzzo, vada come vada il processo. La fine politica della signora Mastella precede largamente i tempi dell’accertamento giudiziario della sua colpevolezza. Anzi, il suo arresto nel gennaio del 2008 segnò addirittura la fine del governo di cui Clemente Mastella era ministro della Giustizia. E i provvedimenti di tre mesi fa non possono non avere influenza sul futuro di Sandra Lonardo come presidente del Consiglio regionale campano. Incidenti di percorso della casta politica? Forse. Ma se è assurdo chiedere che ai rappresentanti della classe politica venga riservato un trattamento di favore, sarebbe assurdo anche il contrario: e cioè che per non dare adito a sospetti di collusione o di acquiescenza con la classe politica, quest’ultima deve sottoporsi a un trattamento di assoluto sfavore.

La condanna preventiva non è mai giusta ed equanime, anche se a farne le spese è un politico. Un certo accanimento che si traduce nel massimo dell’attenzione mediatica al momento dell’arresto e in una disattenzione distratta e sciatta quando l’indagato viene lasciato solo con se stesso, non è neanche questo un momento splendente di verità e di giustizia. Chissà perché la signora Mastella non dovrebbe, dopo tre mesi, neanche avvicinarsi alla Campania (e alle province limitrofe). Colpevole o innocente che sia.






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