|
|
GIUSTIZIA: LA DIFESA DI SANDRA LONARDO, LA VICENDA CID E` PARADOSSALE |
(DALLA MEMORIA DIFENSIVA)
L’incredibile caso CID SOFTWARE
UNA MACROSCOPICA CONTRADDIZIONE: LONARDO AVREBBE FAVORITO ALL’ARPAC L’IMPRESA CHE LEI STESSA AVEVA ALLONTANATO DAL CONSIGLIO REGIONALE, CONTESTANDO LA CORRETTEZZA DELLA PROCEDURA D’APPALTO E DISPONENDO PER IL LICENZIAMENTO DI UN ALTO FUNZIONARIO
(pag. 14) (…) 5. Ulteriori considerazioni in ordine ai presunti indizi rispetto all’accusa di associazione per delinquere. A ben vedere, nel corpo stesso dell’ordinanza cautelare, emerge un dato assai significativo per escludere in maniera definitiva la sussistenza di indizi a carico della Lonardo rispetto al reato associativo.
In merito al giro di appalti descritto dal G.I.P. - senza entrare nel merito dei singoli addebiti, in quanto non contestati, direttamente o indirettamente, alla Lonardo - si vuole qui segnalare che, dalle indagini difensive che si è potuto svolgere nel brevissimo tempo a disposizione, l’unica società fra tutte quelle menzionate nell’ordinanza di cui la Lonardo – peraltro solo di nome ed esclusivamente per ragioni riguardanti il suo munus publicum di Presidente del Consiglio Regionale della Campania – conosce l’esistenza è la società CID Software Studio S.p.A., con sede al Centro Direzionale di Napoli, isola E/7 (CF 04676440631).
Nel paragrafo 8 intitolato “il reato di abuso di ufficio nel sistema illecito dei contratti di rinnovo alla CID Software dell’appalto per la gestione del sito web dell’Arpac” (capo 28 della rubrica), si riporta, tra le vicende che avrebbero corroborato “il grave quadro indiziario anche riguardo al reato associativo [...] e al continuo scambio di favori tra alcuni esponenti di vertice dell’Udeur, imprenditori e dirigenti pubblici”, la circostanza dell’affidamento “a trattativa privata” nel luglio 2001 appunto alla medesima CID della gestione del sito istituzionale dell’ARPAC, affidamento che sarebbe stato rinnovato illegittimamente fino al marzo del 2007 (pagg. 602 - 609).
Ebbene, proprio nel medesimo periodo in cui questa società avrebbe ricevuto dall’Arpac una serie di rinnovi contrattuali ritenuti illeciti, la Lonardo, quale presidente del Consiglio Regionale della Campania, avendo rilevato la possibile irregolarità di alcuni contratti di appalto dapprima affidati e poi rinnovati alla medesima CID Software Studio S.p.A. (prima del suo insediamento) ha disposto, con nota del 3 marzo 2006 (prot. n. 1202/SP), dapprima l’effettuazione di verifiche interne e comunque la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti (avvenuta in data 23 marzo 2006 – docc. nn. 36 e 37) e, successivamente, che la vicenda fosse oggetto di specifica contestazione e quindi di licenziamento in tronco del Dirigente responsabile, poi avvenuto in data 9 maggio 2006 (cfr. punto 9 della lettera di irrogazione della sanzione disciplinare del licenziamento per giusta causa, trasmessa anch’essa alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti – doc. n. 38).
Alla luce dei comportamenti dell’indagata testé documentalmente comprovati, è manifesta l’inverosimiglianza dell’accusa rivolta nei suoi confronti di essere capo e promotrice di un sodalizio criminale che avrebbe lo scopo, fra l’altro, proprio di favorire gli imprenditori “amici”, dal momento che fu proprio la Lonardo non soltanto ad interrompere un rapporto contrattuale in corso con uno di costoro, ma addirittura a trasmettere gli atti e i risultati degli accertamenti amministrativi da lei stessa disposti alla medesima Procura della Repubblica che oggi l’accusa.
|
|
|
|
|