Alessandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio Regionale della Campania
   
   
   
   
   
   
   
   

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CAMPAGNA D'ASCOLTO

Provincia di Napoli

Elenco dei dibattiti e comunicati effettuati in provincia:


NAPOLI
29/06/2006 CAMPAGNA D`ASCOLTO SULLA FAMIGLIA. GLI INTERVENTI INTEGRALI

FORUM D`ASCOLTO SUL TEMA: `UNA POLITICA PER LA FAMIGLIA`
`Come tradurre in azioni regolative i bisogni dei cittadini`

LA CAMPAGNA D`ASCOLTO RIENTRA NELL`AGENDA SOCIALE 2006
DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA
ALESSANDRA LONARDO

Pubblichiamo il testo integrale degli interventi registrati durante il Forum d`ascolto sul tema: Una politica per la famiglia`, svoltosi a Napoli il 7 marzo 2006, presso l`Istituto Pontano.

INIZIO ORE 17,30


PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA SANDRA LONARDO: Buonasera a tutti. Nonostante sia da quasi un anno Presidente del Consiglio Regionale e nonostante i tanti convegni ai quali ho già partecipato, questo di stasera mi emoziona in modo particolare perché raccoglie tante espressioni del mondo del volontariato, al quale per tanti anni mi sono dedicata.
Oggi sono commossa, vi ringrazio di essere qui e ringrazio il Rettore del Pontano, Padre Guarello, per l’ospitalità che ci dà.
MI scuso anche con le tantissime Associazioni che non siamo riusciti a contattare e che hanno telefonato oggi in Consiglio. L’incontro di oggi è un esperimento, parte da una grande forza di volontà ed entusiasmo da parte della Presidenza del Consiglio e di tutto il Consiglio che ha plaudito a quest’iniziativa. Parte, soprattutto perché quattro ragazze che voglio ringraziare subito, Adi Barretta, Marzia Bilotta, Leila Picci, Annapola Boto, con grande passione hanno fatto sì che in pochissimo tempo sono riuscite a organizzare cinque incontri che terremo nelle prossime settimane, nelle Province della Campania.
Tutto questo perché? Perché abbiamo voluto far sì che il Consiglio Regionale venisse a conoscenza dei problemi che attanagliano il mondo del volontariato e dei suggerimenti che hanno da dare tutti quanti operano nel settore, con la solo forza della loro volontà, della loro passione, del loro spirito di servizio. Un modo cioè per creare le condizione di una legislazione più rispondente ai bisogni dei suoi destinatari e dell’intera collettività regionale.
L’incontro di oggi, quindi, si inserisce in un progetto molto più ampio che vede il Consiglio Regionale impegnato a stabilire un diretto contatto con la società civile. E’ un obiettivo che tutti noi Consiglieri stiamo portando avanti anche con altri strumenti, come il question- time per il quale continuo a ricevere complimenti, o come l’attivazione di collegamenti tematici aggiornati. Tutti strumenti che con la imminente approvazione del bilancio speriamo di poter ulteriormente potenziare.
L’idea che presentiamo oggi è quella di mettere in campo azioni legislative regionali da sottoporre agli organismi consiliari interessati, miranti alla costruzione di un welfare locale più rispondente ai bisogni dei cittadini, garantendo un’interlocuzione tra soggetti istituzionali e la cittadinanza. E’ un percorso arduo che però non ci spaventa.
Vi ringrazio anche perché mi è stato riferito l’entusiasmo con il quale avete accolto questo invito e vedendovi così numerosi, davvero ne sono convinta.
Il tema della famiglia, che oggi affrontiamo, è la prima pagina dell’agenda sociale che ho presentato nel mese di dicembre e non poteva essere diversamente, perché la famiglia è il nucleo fondante di una società democratica.
La produzione normativa regionale deve tenere conto della funzione della famiglia come fonte di sviluppo ed attivare interventi che diano un sostanziale aiuto alle famiglie campane. Quindi volevo anche portarvi a conoscenza di quello che è il programma dell’Agenda Sociale che è stata presentata a dicembre:
- Capovolgimento delle logiche tradizionali per cui è l’Istituzione che va incontro e sollecita la partecipazione dei cittadini
- Incontro con i rappresentanti degli Enti Locali, del mondo dell’impresa, del lavoro, per sollecitare l’esercizio del diritto di petizione da parte dei cittadini e l’esercizio del diritto di istanza da parte di Enti e delle Associazioni.
In più sono in itinere una serie di leggi che riguardano:
- L’istituzione del Garante Regionale dell’Infanzia;
- Il nuovo ordinamento del Consiglio Regionale;
- La cooperazione internazionale, decentrata a livello regionale per lo sviluppo e la solidarietà fra i popoli;
- L’istituzione di un osservatorio regionale per l’associazionismo sociale;
- L’istituzione del registro delle associazioni che si occupano di promozione sociale a livello regionale;
- La creazione per l’istituto regionale di studi e ricerca della programmazione con l’obiettivo di consentire al Consiglio Regionale di partecipare attivamente ai programmi comunitari e nazionali in rapporto all’agenda 2007/2013;
Abbiamo poi in animo, di organizzare “la Giornata delle Regioni” per ottimizzare i tempi, le funzioni e gli obiettivi dei diversi organismi:
- Conferenze dei Consigli Regionali;
- Conferenza dei Presidenti di Regione;
- Conferenza dei Consigli Regionali di Europa e superare il burocraticismo e la comitatologia.
La proposta mira ad istituire “la Giornata delle Regioni” con cadenza trimestrale o semestrale, per dare modo a tutti i Consigli Regionali d’Italia e agli altri organismi che si occupano di questioni regionali a livello nazionale e europeo, di contribuire in maniera armonica e concertata alle iniziative di legge su scala nazionale e comunitaria.
Le giornate dovranno essere aperte ai contributi dei cittadini. Inoltre stiamo attivando delle borse di studio in Diritto Regionale che grazie alla collaborazione con l’Università del Sannio sono a costo zero per il Consiglio Regionale.
Vi sono anche in itinere una serie di Master di alta formazione politica e amministrativa; un Premio regionale alla Cittadinanza attiva ed al Cittadino modello ed anche un piano di formazione triennale certificato.
Insomma ci sono molte iniziative in campo che, con il vostro aiuto, speriamo di portare a termine per dare più dignità alla politica.
Questo è lo spirito con il quale stiamo lavorando. Voglio anche dire che oggi sono state approvare ben cinque leggi; è un risultato straordinario che ha ottenuto il Consiglio, dove, peraltro, lo dico con orgoglio ed entusiasmo, si è votato con il voting elettronico, primo e fin’ora unico in Italia. Un sistema che ci ha consentito in cinque ore di approvare cinque leggi.
Partiamo quindi con la nostra campagna di ascolto dalla quale speriamo possano nascere tante cose positive. Sono convinta che questo avverrà.
MODERATORE: Spero perdonerete la semplicità con cui abbiamo organizzato questo incontro, dovuto ai tempi stretti con cui è stato messo in piedi. Ma lo abbiamo fatto per dare un colpo di acceleratore alla Agenda Sociale del Presidente del Consiglio Regionale. Mi presento: sono Felice Casucci, Consigliere giuridico del Presidente, Docente di Diritto e Direttore del Dipartimento degli Studi Giuridici all’Università del Sannio e soprattutto ex allievo dell’Istituto Pontano che ci ospita. Per questo porgo un pensiero anche all’ex Rettore dell’Istituto da poco scomparso, Padre Cantore. Un Rettore ed un Istituto che hanno contribuito e contribuiscono moltissimo alla formazione dei giovani di un quartiere di Napoli con enormi problemi sia economici che sociali. Un contributo dato tramite l’attività educativa, ma anche di volontariato che il Pontano organizza.
Abbiamo scelto di discutere di Politiche per la famiglia perché ritenevamo che fosse particolarmente utile in una realtà come Napoli. Tutti noi, al di là dei sostegni economici alla famiglia, che pure sono importanti, riconosciamo che vi è un problema serio che si traduce in fenomeni come quello delle baby gang che è il problema della violenza nelle famiglie che si affianca, forse nasce, dal disagio della povertà che stando al documento presentato dalla Commissione Europea qualche giorno fa, coinvolge nella Unione circa 70 milioni di persone; poveri, al disotto cioè della soglia di povertà, in un sistema occidentale maturo ed evoluto come quello nostro.
Quindi, ci sembra di affrontare un tema di rilievo sociale ma, soprattutto, ci sembra di affrontare un tema vicino al nostro approccio con la politica, quello che la Presidente di questo Consiglio Regionale ha adottato fin dal primo giorno della sua attività.
Le risultanze dell’incontro di oggi saranno raccolte in una pubblicazione che raccoglierà anche gli esisti degli altri incontri per essere messa a disposizione dei Consiglieri e del pubblico.
Un ultimo ringraziamento, all’Eurispes per le indagini statiche che compirà su questi nostri incontri e che arricchiranno ulteriormente i risultati. Passo subito la parola al Presidente dell’Unitalsi, avvocato Luigi Carelli che ci dà un contributo sul tema dell’assistenza a favore dei diversamente abili.
AVVOCATO CARELLI (PRESIDENTE DELL’UNITALSI): Sono in rappresentanza dell’ Unitalsi, una Associazione di volontariato fondata nel 1903 da Giovanni Battista Tommassi con lo scopo di accompagnare gli ammalati a Lourdes e altri Santuari Mariani.
L’Unitalsi esplica la propria attività a livello nazionale, ha la propria sede in Roma dividendosi in sezioni e sottosezioni.
Le sezioni coincidono con le Regioni ecclesiastiche, le sottosezioni con le Diocesi italiane: qui rappresentiamo la sottosezione di Napoli.
L’Unitalsi opera attraverso volontari, sorelle e barellieri, che si impegnano a prestare servizio gratuito, in spirito di autentica carità cristiana, in sintonia con le scelte pastorali dell’autorità ecclesiastica.
Nello spirito del documento conciliare “Apostolicam Actuositatem” si prefigge, inoltre, lo scopo di aiutare i soci nella loro formazione spirituale, di contribuire parzialmente o totalmente alle spese per pellegrinaggi per coloro che non possono sostenerle e di realizzare opere di pietà, di apostolato e carità.
Abbiamo ritenuto, negli ultimi anni, che il nostro compito non si dovesse limitare solo ai pellegrinaggi, che restano comunque restano l’attività più importante della nostra associazione, ma dovesse sostenere i nostri amici disabili anche nella vita quotidiana. I nostri amici in difficoltà sono diventati soci dell’associazione a tutti gli effetti, con gli stessi diritti e doveri dei volontari, non solo individualmente, ma con tutte le loro famiglie. Spesso, leggiamo delle difficoltà che attraversano le famiglie e che portano a conseguenze estreme. La nostra attenzione, quindi, è maggiormente rivolta a quelle famiglie gravate oltre che dai problemi quotidiani anche dal peso di una malattia spesso grave e cronica. Tali situazioni si rilevano in famiglie con genitori anziani, quindi, con gravi difficoltà di assistenza, anche materiale.
Di fronte a queste realtà lo Stato, riteniamo, sia carente nell’assistenza poichè mancano strutture e persone per l’assistenza domiciliare. Poco e con superficialità è stato fatto per eliminare le barriere architettoniche. Spesso, dove c’è un passaggio per i disabili, è in sosta un automobile; gli autobus sono dotati di posti per i diversamente abili, ma non della pedana per far salire la carrozzina; i treni sono inutilizzabili: non hanno posti per chi ha difficoltà, e non c’è personale nonostante sia previsto un servizio di accompagnatore da parte delle Ferrovie. Spesso i bambini disabili non possono andare a scuola perché non sono previste architetture a loro adatte; non possono andare a manifestazioni ludiche, partecipare ad attività sportive. Molti disabili non possono andare a votare, per non parlare poi della mancanza di semafori per i non vedenti e di tante altre disfunzioni.
Il nostro impegno di volontari è di cercare di alleviare, in parte, le difficoltà delle famiglie un impegno che purtroppo ottiene modesti risultati non avendo adeguati aiuti dalle strutture pubbliche.
Ciò che maggiormente ci addolora nel non raggiungere gli scopi che ci siamo prefissati è la constatazione che le famiglie che assistiamo sono famiglie splendide le quali, nonostante le difficoltà, restano unite, con sani e saldi principi morali tali da essere di esempio alla società moderna. Famiglie che meriterebbero davvero di essere aiutate..
Per l’immediato futuro ci proponiamo l’apertura di case di accoglienza sia per disabili che per ospitare famiglie di persone non residenti, ricoverate per gravi malattie e incrementare la nostra attività domiciliare, necessaria per sostenere le esigenze quotidiane delle famiglie. Suggeriamo, quindi, che vengano messi a disposizione delle organizzazioni di volontariato mezzi adeguati per il trasporto dei disabili.
Un’altra proposta è quello dello snellimento delle procedure burocratiche che ritardano e ostacolano lo svolgimento dei progetti di assistenza messi in campo dall’Unitalsi, così come da altre Associazioni di volontariato
SANDRA LONARDO (PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA): Faccio presente che è stata già istituita una Commissione, presso il Consiglio Regionale, per il controllo delle attività degli Organi Regionali in tema di condizione dei diversamente abili, nata proprio al fine di approfondire le problematiche che investono il mondo dei diversamente abili.
Inoltre è assegnata alle Commissioni competenti una proposta di legge che prevede l’istituzione di un fondo regionale per gli interventi a favore delle persone non autosufficienti per l’espletamento delle funzioni essenziali, in particolare, l’igiene personale, la preparazione dei pasti, l’alimentazione, le funzioni motorie, le attività domestiche, nonché la cura della casa. Il fondo prevede nel Consiglio di Amministrazione, un componente designato dalle associazioni dei diversamente abili più rappresentative a livello regionale.
Questa legge si pone l’obiettivo di programmare, coordinare e finanziare tutti gli interventi indispensabili a rendere meno difficile la quotidianità delle fasce socialmente disagiate. Quindi è importante che su queste questioni arrivino altri contributi per migliorare i lavori che sono già avviati.
MODERATORE: La parola al vice presidente del centro studi pedagogici Imma Guariniello anche in nome dei Lions Mergellina.
GUARINIELLO (VICE PRESIDENTE STUDI PEDAGOGICI): Buonasera. Sono qui per presentare un progetto da titolo “Genitori e Politiche di solidarietà sociale”. Il Ceripe è una Associazione culturale senza scopo di lucro ed è un’agenzia accreditata dal Ministero Istruzione Università e Ricerca e dalla Regione Campania.
Lo scopo del nostro progetto è di fondamentale importanza per noi che operiamo nel mondo delle scuole statali e paritarie. E’ quello di creare un polo di formazione per genitori che possa farci scoprire e potenziare le tecniche più importanti riguardanti la mediazione familiare.
Il concetto della permanenza della formazione dei genitori per noi è essenziale, in quanto proponiamo, mensilmente, dei corsi di formazione, degli incontri con le famiglie, per migliorare sempre di più il rapporto genitori – figli.
Il sostegno alla famiglia, nel progetto, viene presentato in quanto momento essenziale di relazione con i genitori perché sono i soggetti della formazione stessa. Altro scopo del progetto che il Ceripe presenta, riguarda la prevenzione di disagi e devianze comportamentali. E’ importantissima, in questo secondo progetto, la logica della rete e del consorzio tra scuole, le associazioni e gli enti territoriali, perché il progetto, in quanto prevede la costituzione di un polo di formazione genitori, è presente nel territorio e ha lo scopo fondamentale di collaborare con gli enti territoriali stessi. Il progetto, quindi, prevede la creazione di protocolli d’intesa e di reti di collaborazione con istituzioni scolastiche statali e paritarie. Cerchiamo di lavorare in questo progetto con ogni scuola, di ogni ordine e grado, soprattutto per rendere fattiva la politica di integrazione sociale. Grazie
MODERATORE: La parola al Dottor Antonio Tagliani, sul disagio giovanile, Lions Maschio Angioino.
TAGLIANI (PRESIDENTE LIONS MASCHIO ANGIOINO): Innanzitutto un ringraziamento alla Presidente del Consiglio Regionale per questa lodevole iniziativa, ci auguriamo che questo possa costituire l’avvio di un rapporto organico di consultazione, anche nell’immediato futuro, per poterci scambiare opinioni e idee su quelli che sono i rapporti tra un Ente Istituzionale ed Associazioni di volontariato e di servizio come i Lions.
Il Lions è una Associazione di volontariato e di servizio, la più grande nel mondo. Siamo cittadini con la vocazione al servizio, attenti ai bisogni della gente.
Come Club Maschio Angioino, di cui mi onoro di essere il Presidente, siamo particolarmente sensibili ai temi del disagio giovanile. Abbiamo svolto e svolgiamo, ormai da anni, dei corsi di cittadinanza attiva nella scuola statale Carlo Levi di Scampia. Questi corsi ci hanno dato la possibilità di recuperare un rapporto organico con i ragazzi che si trovano in una zona ad alto disagio, che tutti conosciamo. La scuola Carlo Levi di Scampia è quella che ha visto nascere l’Orchestra dei Ragazzi di Scampia, che è stata presente nei giorni scorsi a Sanremo e che noi abbiamo sostenuto negli anni, anche economicamente, sia per l’acquisto degli strumenti che per la sistemazione di alcune strutture della scuola. E l’anno scorso proprio a questi ragazzi abbiamo consegnato il premio Maschio Angioino: è un premio che il nostro club ha istituito molto tempo fa e va a personalità che si sono particolarmente distinte nei settori delle arti, della cultura e della società civile.
Vorremmo che questo bellissimo esempio di riscoperta di valori, di scelta di valori che è stato fatto da parte di questi ragazzi di Scampia, gratificati da una presenza al festival di San Remo, non rimanesse un fatto episodico. Ci terremmo a istituire misure a sostegno contro il disagio giovanile a favori di tutti i giovani che hanno intenzione di abbandonare un modelli di vita sbagliato. Ho fatto l’esempio della scuola Carlo Levi ma sono tante, ovviamente, le iniziative che possono essere fatte in quella zona.
Noi, come Lions, facciamo la nostra parte, saremmo felici se si potesse istituzionalizzare una forma di sostegno per le famiglie e per i giovani. Grazie.
MODERATORE: Ringrazio il Dottor Tagliani. Su quest’argomento, credo ci sia una sinergia particolare che si può sviluppare tra Consiglio e altre Amministrazioni, perché proprio noi, come Dipartimento dell’Università del Sannio, stiamo preparando la nuova legge regionale sulle periferie. E’ un incarico ricevuto dall’Amministrazione Regionale, insieme al Comune di Napoli, per ragionare su questo tema ed istituire delle organizzazioni specifiche, sostenute e finanziate dall’Amministrazione Pubblica, per recuperare i giovani ad attività positive che diano spazio alla loro creatività e sia nel contempo utili alla costruzione del loro futuro anche lavorativo.
La parola al Dottor Domenico Guarnaccia, dei Lions Duomo, che ci dà un contributo sul sostegno a favore di famiglie con sieropositivi e malati terminali. Grazie.
GUARNACCIA (PRESIDENTE LIONS DUOMO): Grazie e buonasera.
La prima questione che vorrei evidenziare è la difficoltà della famiglia dove c’è un sieropositivo o comunque un lungodegente
In questi casi i problemi sono sia del malato, per ovvie ragioni, ma anche della famiglia. E’ una cosa estremamente difficile e penosa accudire un lungodegente, specialmente quando non si ha nessun tipo di supporto. Credo che sarebbe importante poter organizzare al meglio il mondo del volontariato, indirizzarlo. Noi come Lions ccub diamo la nostra disponibilità a partecipare a progetti del genere. Grazie
LONARDO (PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA): A questo proposito la invito a dare il suo contributo al Comitato Tecnico Scientifico che incaricato nei giorni scorsi di stilare una proposta di legge su forme previdenziali per donne che accudiscono in casa persone non autosufficienti. Il suo contributo sarà certamente prezioso.
MODERATORE: Il professore Natale Di Martino, dei Lions di Posillipo, che ci dà un contributo sulle iniziative per l’educazione alla legalità nelle scuole.
DI MARTINO (LIONS POSILLIPO):In apertura permettetemi un attimo di commozione per il ritorno tra queste mura dove ho compiuto tutto il mio percorso di studi. Il progetto che noi portiamo avanti riguarda l’educazione alla legalità. Il principio è quello di educare a comportamenti legali a partire dalla quotidianità, dalle piccole cose di tutti i giorni. A Napoli spesso l’illegalità diventa la norma, dal rinnovo della patente al semaforo rosso ecc.. Occorre quindi che abituiamo le persone a percepire che le piccole illegalità di tutti i giorni sono comportamenti sbagliati. Se è vero che abbiamo dei problemi, come città, come Regione, come Mezzogiorno è pur vero che non possiamo mai chiedere agli altri di risolvere i problemi che nascono da noi stessi.
Allora facciamo un piccolo esame di coscienza e convinciamoci che se vogliamo risolvere i nostri problemi profondi, dobbiamo partire dal profondo di noi stessi. Abbiamo sentito prima di quel signore che, purtroppo, non può passare nella sua strada, perché dove c’è il passaggio per gli handicappati c’è una macchina ferma: è un’illegalità e nessuno dice niente!
MODERATORE: La parola all’Avvocato Salvatore Impradice, dell’Aiga, sull’iniziativa per l’educazione della legalità nelle scuole, quindi su un tema simile a quello che è stato appena trattato.
IMPRADICE (PRESIDENTE AIGA): Porto il saluto della sezione napoletana della Associazione Italiana Giovani Avvocati che ho l’onore di presiedere e ringrazio la Presidente del Consiglio Regionale e tutti i collaboratori che hanno dato vita a questo progetto.
Viviamo in una Regione bellissima, con un patrimonio storico, sociale, culturale, paesaggistico, monumentale importante; una Regione con una tradizione manifatturiera importantissima, come quella orafa, quella della trasformazione. Penso poi all’ agricola che produce prodotti di eccellenza, penso alle seterie di San Leucio. Penso che viviamo in una Regione bellissima, con delle possibilità e delle potenzialità infinite.
Eppure le nostre potenzialità non sono sfruttate fino in fondo perché, la nostra Regione, tranne oasi, più o meno felici, presenta delle aree di estrema emarginazione e soffre, soprattutto nelle aree metropolitane di condizioni di invivibilità insostenibili.
Di fronte a questa realtà tutti, imprenditori, professionisti, associazioni di volontariato devono fare la loro parte.
La scarsa scolarizzazione dei minori, la scarsa possibilità che i minori hanno di vivere una vita sociale, la scarsa possibilità di avere un contatto con il mondo del lavoro, rappresentano elementi che portano alla devianza, soprattutto giovanile e portano, poi, alla criminalità comune e organizzata.
Parlo per esperienza personale e professionale: nel momento in cui a tanti giovani, a tante persone che incappano nel delitto viene data una possibilità lavorativa o anche semplicemente di riflessione, queste sicuramente decidono di cambiare vita, di dare una svolta e, quindi, di inserirsi nella società civile. Plaudo alla nomina del difensore dei diritti dei detenuti, ma chiedo anche che vengano previsti sostegno alle famiglie dei che vivono condizioni di disagio perché possano seguire strade di legalità. Grazie
MODERATORE: La parola alla Dottoressa, la quale ci parlerà del tema del sostegno finanziario all’acquisto nuova casa, agevolazioni canone e locazioni.
RAPPRESENTANTE ORDINE DEGLI INGEGNERI: Buonasera, grazie per questo invito e per l’opportunità di poterci confrontare su vari fronti. L’ Ordine degli Ingegneri è a modo suo attivo sul fronte della promozione della famiglia in due modi: affrontando il problema della formazione professionale dei giovani ingegneri, mettendoli anche in contatto con realtà produttive, e dando risposte sul fronte abitativo: casa e lavoro sono i problemi fondamentali delle giovani famiglie.
In particolare sul fronte abitativo offriamo la nostra competenza sia a livello provinciale che regionale e sosteniamo la diffusione degli asili nido aziendali. Questa è una sensibilità particolare che deriva dal fatto che per la prima volta nel Consiglio dell’Ordine siedono anche delle donne. Chiediamo quindi alla Presidente del Consiglio Regionale di sostenere queste nostre iniziative.
MODERATORE: La parola all’Ingegnere Irace, rappresentante dell’Azione Cattolica italiana, sul tema del sostegno alle famiglie di nuova costituzione.
IRACE (RAPPRESENTANTE AZIONE CATTOLICA ITALIANA): Parlando di politica familiare, credo che il problema non stia tanto nel fatto che il Governo, la Regione, gli Enti Locali adottino specifici provvedimenti, magari di tipo assistenziale, ma che assumano la famiglia come riferimento di una politica. Per intenderci: si possono fare politiche abitative; del lavoro o dei servizi sociali, diverse, a secondo che si assuma, come riferimento, la persona o la persona nell’insieme delle sue relazioni familiari. Faccio un esempio, la collega che mi precedeva faceva riferimento agli alloggi popolari. Mi viene in mente che l’ultimo bando fatto dal Comune di Napoli per l’assegnazione degli alloggi popolari, prevedeva tutta una serie infinita di categorie tranne le coppie giovani. L’obiettivo allora è quello di sollecitare un’azione a vasto raggio che guardi alla famiglia non solo con interventi immediati e diretti, necessari e urgenti, ma con politiche familiari che la riportino al centro delle strategie e degli interessi dei governanti. La famiglia non deve essere più un fatto residuale delle grandi scelte della politica: occorrono politiche familiari eque, serie, efficaci, globali, basate su interventi giusti e non su criteri assistenziali marginali, improntati all’emergenza o ispirate da istituzioni patologiche.
Si cita, spesso, il fenomeno di decremento demografico. Si sa che ci si avvia verso un mondo di anziani, che nel 2050 si prevede saranno il 21% della popolazione, con i bambini in netta minoranza. Qui però bisogna distinguere: il decremento demografico è certamente riconducibile a una cultura che dà molto spazio all’egoismo e molto meno alla solidarietà. Non si può, però, neppure ignorare che, al di là dei dati culturali, emerge l’esigenza di una politica familiare che ha, fin qui, sottovalutato l’allarme demografico. Alle famiglie vanno riconosciute, a tutti i livelli, i carichi familiari: ogni figlio non è un semplice fatto privato ma un bene comune, che la collettività deve riconoscere. Il fisco, per esempio, può contribuire con sgravi fiscali consistenti per i figli a carico: non è più possibile che un figlio, al momento della nascita, riduca il tenore di vita dei genitori del 30%.
Inoltre, occorre una politica dei servizi sociali. Si faceva prima l’esempio degli asili nido: dovrebbero essere più capillari ed a servizio della famiglia, in modo che essa non sia espropriata ma aiutata a svolgere al meglio i suoi compiti di cura. Mi viene in mente l’esempio della Lombardia che ha finanziato una serie di interventi volti a tutelare il cosiddetto istituto del condominio solidale, che prevede una serie di finanziamenti a quelle persone che si occupavano della crescita dei bambini di famiglie vicine, soprattutto di quelli che hanno dei disabili in casa.
Alle famiglie vanno garantite politiche del lavoro serio: tantissimi sono i giovani che vanno via da questa città e da questa Regione, per necessità, perché non trovano lavoro e questo significa, sicuramente, un problema per chi va via, ma un problema anche per questa città e per questa Regione, che si impoveriscono dalla classe culturalmente più preparata e forse anche più onesta che va via, perché decide di vivere seriamente il proprio futuro. Va, inoltre, respinto il tentativo sempre più diffuso del riconoscimento delle coppie di fatto come titolari di diritto, in quanto conviventi. Non è discriminazione, ma tutela di chi legittimamente ha scelto di fare del suo rapporto non un fatto privato, ma una scelta fondante per i rapporti sociali, con i doveri e i diritti che ne conseguono.
Ancora: alla famiglia va garantita una politica di prevenzione dell’aborto, con una puntuale applicazione dell’articolo 1 della Legge 194 e il riconoscimento che i gesti di solidarietà verso chi ha gravidanze difficili o problematiche, non possono essere affidati solo alla coscienza e alla generosità di tante persone di buona volontà.
Per finire, direi anche che la Regione, visto che i Comuni quasi mai ci riescono, potrebbe deliberare il riconoscimento alle case – famiglie, del loro status di servizio necessario, evitando attese di dieci mesi per avere le quote dei bambini accolti. E ancora si potrebbero prevedere politiche a sostegno degli affidamenti familiari o anche politiche scolastiche pomeridiane a favore dei cosiddetti ragazzi deboli.
Infine, una richiesta di principio, che si lega alla premessa fatta all’inizio: occorre superare sempre, in ogni provvedimento legislativo o deliberativo la logica della contingenza come nel caso dell’assegno per il primo o il secondo figlio o anche il reddito di cittadinanza: utili, ma che non risolvono il problema in maniera strutturale.
MODERATORE:
La parola al Presidente Edmondo Duraccio dell’Ordine Provinciale Consulenti del lavoro, misure a sostegno della maternità.
DURACCIO (PRESIDENTE ORDINE PROVINCIALE CONSULENTI DEL LAVORO): Signora Presidente, a nome dell’Ordine Professionale dei Consulenti del lavoro della Provincia di Napoli, che ho l’onore di presiedere, la ringrazio, innanzitutto, di cuore per la sensibilità dimostrata nell’organizzare questo forum di ascolto. Alla mia età e con la mia esperienza professionale, è la prima volta che vedo che le Istituzioni, il Palazzo, si avvicinano ai bisogni del Paese reale, di ciò la ringrazio.
La ringrazio anche dell’invito. La nostra professione, che è quella di curare in generale il rapporto di lavoro, la gestione del rapporto di lavoro tra le imprese e i lavoratori e l’applicazione della legislazione sociale, ci porta a poter dare un contributo di idee a questo vostro forum di ascolto.
Oggi il legislatore tiene molto alla famiglia: basta pensare all’istituto dell’assegno per il nucleo familiare, in materia di legislazione sociale, oppure a tutta la normativa sui congedi parentali, che recentemente è stata riunita in un testo unico, e a livello fiscale, alla no tax area e alla tax family: però è ancora poco. Ci sono lavoratori che non riescono ad arrivare a fine mese. La ricetta del welfare regionale, che lei ha ipotizzato, signora Presidente, può essere una buona strada.
Che cosa potremmo suggerire? Di certo non condivido gli interventi a pioggia, come il bonus per il primo figlio mentre vedo con molto favore il sostegno ai mutui per l’acquisto della casa delle giovani coppie o la diffusione degli asili nido. Per l’istruzione occorre un fondo di dotazione per l’istruzione dei figli. In materia di lavoro, mi sia consentito, c’era uno strumento molto importante, quale il contratto di formazione e lavoro, che è stato completamente abolito dalla nostra legislazione, sostituito da un oggetto misterioso che si chiama contratto di inserimento, che non serve assolutamente a nulla e ben potrebbe la Regione, a livello di politica del lavoro, riproporre il contratto di formazione e lavoro.
Una cosa su cui tengo moltissimo è l’istituzione di una previdenza per coloro che attendono alla cura dei congiunti diversamente abili.
Vorrei concludere con una proposta che viene dal profondo del cuore: gli ordini professionali, ciascuno per le proprie competenze in materia, dichiarano la loro disponibilità a collaborare gratuitamente con le Commissioni Regionali, per dare un contributo di idee, se ritenuto necessario. Grazie.
MODERATORE: La parola alla Presidente della FIDAPA di Napoli, l’Avvocato Claudia Penta sulla istituzione della banca del cordone ombelicale, in rappresentanza anche delle altre FIDAPA che oggi sono qui.
PENTA (PRESIDENTE FIDAPA NAPOLI): Qui sono in un doppio ruolo: come Presidente della FIDAPA, che è un’Associazione femminile presente in tutto il mondo e che si occupa soprattutto di problemi sociali.
In questa occasione credo sia utile parlare di una battaglia che ho condotto nell’ambito della Consulta Regionale della Fidapa, nella quale è presente anche la presidente Lonardo, che riguarda tutto quanto interessa le cellule staminali da sangue cordonale e placentare. La questione mi è stata posta nel corso della mia attività di volontaria presso la senologia dell’Istituto Pascale.: dopo nove anni di volontariato, mi fu segnalato il problema dei cordoni ombelicali e quindi di cellule staminali che sono dei veri salvavita. Dopo diversi anni, ho ripreso, con la Consulta Regionale, questo discorso poichè mi sono resa conto che non c’era in Campania un coordinamento tra tutti i reparti di ginecologia e neonatologia della Regione che potesse mettere in rete le esigenze dei neonati e potesse ipotizzare modi di raccolta delle staminali.
A Napoli c’è un grande centro di eccellenza, è il centro del Prof. Salvatore, il Ceinge, che penso molti conoscano, dove ci sono 64 laboratori di ricerca: è un posto strabiliante per le strumentazioni disponibili e per la devozione degli scienziati che vi lavorano.
Questo centro è competitivo nel mondo intero e potrebbe essere il grande interlocutore di raggruppamento di queste cellule prelevate da cordoni ombelicali e placente.
Mi auguro di ottenere una risposta concreta affinché la gente non soffra o soffra di meno. Grazie.
MODERATORE: Dopo diamo alla Presidente la possibilità di ringraziare tutti, di rispondere anche su questo punto. La parola al Dott. Raffaele Pempinello dei medici cattolici, con il quale mi scuso anche perché abbiamo, probabilmente, omesso, del tutto involontariamente, di ricordarlo tra coloro che aderivano all’iniziativa che abbiamo promosso oggi. Ci darà un contributo importante sull’assistenza alle madri senza capacità economiche.
PEMPINELLO (MEDICI CATTOLICI): Buonasera. Ringrazio per l’invito. Parlo a nome anche dell’Associazione Medici Cattolici Italiani, sezione San Luca. L’Associazione Medici Cattolici ha come prima istanza quella di testimoniare, con la sua presenza nei luoghi di lavoro, la doppia veste del medico: quella della solidarietà verso il malato e quella della preparazione professionale.
E’ rispetto a questa vocazione che l’Associazione Medici Cattolici pone il problema della solidarietà verso le giovani madri senza un sostegno economico forte, per le quali la natalità, quindi la maternità, necessita di essere sostenuta. Riteniamo che questo compito di sostegno debba essere assunto dalle istituzioni, magari con l’intermediazione di parroci o altri per capire dove e come intervenire. E’ un tema che investe molti altri già menzionati: gli asili nido, la casa, il sostegno alla famiglia, l’aiuto economico e anche l’aiuto al lavoro.
L’altro grande problema è quello del recupero e reinserimento dei giovani, e anche meno giovani, che escono dalle carceri. Nell’ospedale dove lavoro, il Cotugno, abbiamo a che fare con molti giovani che sono affetti ha HIV contratta nelle carceri. Per loro il reinserimento è davvero arduo. E’ anche a loro che occorre prestare attenzione e dare una possibilità. Grazie
MODERATORE: Siamo quasi in chiusura degli interventi. In rappresentanza dei Dottori Commercialisti di Napoli, la parola al Dott. Achille Coppola, che già ci ha raggiunto un giorno in Presidenza del Consiglio, per ragionare sui temi del CUP, il Comitato Unitario delle Professioni. Darà un piccolo contributo sulle misure di agevolazione fiscale per le famiglie disagiate.
COPPOLA (DOTTORI COMMERCIALISTI NAPOLI): Darò un piccolissimo contributo dall’Ordine che ho l’onore di presiedere.
E’ chiaro che la famiglia oggi rappresenta in Italia, e ancora più in Campania, l’anello debole della nostra società, laddove in passato, e in società diversamente articolate, in particolare quelle agricole, rappresentava, invece, un elemento di forza. In Regioni come la Campania, dove le emergenze sono quelle del lavoro, delle infrastrutture pubbliche, con un reddito pro capite tra i più bassi d’Italia, soprattutto nelle aree metropolitane, la famiglia diventa il punto di accumulo di tutti questi mali: è forse un caso che la natalità del nord ha sopravanzato la natalità meridionale, in particolare quella campana?Avere una famiglia al sud è un grande problema.
Il tema che volevamo segnalare riguarda una questione che sta, evidentemente, colpendo moltissimo i cittadini e, ovviamente, la famiglia in modo particolare: quello dei consumi e della loro tutela.Negli ultimi anni abbiamo assistito al vero e proprio scandalo della erosione del potere di acquisto delle famiglie, dei loro redditi. Uno scandalo che è stato coperto e che l’Istat ha puntualmente mancato di registrare, fornendo dati sull’inflazione lontanissimi dall’inflazione reale. I giovani commercialisti e anche altri ordini professionali si sono spesi e si stanno spendendo molto per la tutela del consumo e del risparmio, in una realtà dove il consumatore e il risparmiatore si trova in balia di affaristi che producono poi casi come quelli della Cirio o della Parmalat che, state sicuri, non sono destinati a rimanere isolati.
Altra questione è quella fiscale. E’ chiaro che gli interventi a pioggia come quelli per il primo figlio non risolvono nulla. E’ l’intero sistema che occorre cambiare. Certo, la Regione Campania, da sola, non può intervenire su un settore come questo. Da uno studio che abbiamo compiuto è emerso un vero paradosso del tanto decantato federalismo: il trasferimento di funzioni agli Enti Locali ha comportato fino ad ora solo un incremento di costi dato che agli stessi Enti non è riconosciuta alcuna potestà per incrementare le proprie entrate. Su questo fronte ci sarebbe da proporre una politica che ci avvicini di più agli Stati Uniti; che faccia sì che i costi per gli acquisti delle famiglie possano essere detratti dalla dichiarazione dei redditi, a prescindere dal loro tipo di impianto di contabilità. Un ringraziamento vivissimo alla Presidenza del Consiglio e un buon lavoro.
MODERATORE: La parola alla Dott.ssa Maria Lambuca dell’ADISU, che ci dà un contributo sull’implementazione della formazione e realizzazione di nuovi spazi museali.
LAMBUCA (ADISU): L’Adisu, l’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario è stata istituita con la Legge Regionale n. 21 del 3.9.2002 in attuazione degli articoli 3 e 34 della Costituzione e in conformità con lo Statuto della Regione Campania.
Tale legge disciplina gli interventi per la concreta realizzazione in ambito regionale del diritto allo studio universitario. Bisogna evidenziare che gli interventi previsti sono volti ad attuare un sistema organico di strutture, servizi e benefici volti a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, per consentire ai capaci e meritevoli privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi.
Il perseguimento di tali obiettivi trova attuazione attraverso i seguenti servizi e benefici:
- borse di studio;
- servizio abitativo;
- prestito d’onore;
- interventi in favore delle fasce di utenza in condizioni di disabilità;
- servizio di ristorazione;
- servizio di orientamento al lavoro;
- servizio di agevolazione del trasporto pubblico;
- servizio di promozione culturale;
- servizio ricreativo e delle attività sportive;
- servizio di assistenza sanitaria;
- centri multimediali.
In realtà, dal punto di vista economico, vi è stato, rispetto al precedente anno, da parte della Regione Campania, un taglio di ben cinque milioni di euro: tre milioni sulle tasse regionali e due milioni sui fondi per le attività a fronte di una maggiore spesa per il Consiglio di amministrazione e per il Collegio dei revisori dei conti. Inoltre, i fondi relativi alla tassa di abilitazione all’esercizio professionale, citata all’articolo 39 della legge 21, che dovrebbe essere erogata per incremento delle risorse finalizzate al diritto allo studio universitario, non vengono erogati alle Adisu, ma si disperdono nei meandri regionali, per cui alla fine i ragazzi non ricevono nulla. .
Per quanto riguarda l’Adisu Napoli 2, poi occorre sottolineare la atipicità della realtà accademica su cui opera: affianco all’Orientale, infatti, che è una struttura universitaria normale, ci sono due strutture di alta formazione artistica e musicale, come l’Accademia di belle arti e il Conservatorio, che hanno specificità ed esigenze differenti dalle facoltà universitarie.
Per quanto riguarda poi l’orientamento al lavoro, i ragazzi stanno istituendo una Associazione.
Quello che chiediamo per la scuola di alta formazione è una maggiorazione di fondi per l’erogazione dei servizi per il diritto allo studio, attraverso l’erogazione dei fondi derivanti dalla tassa di abilitazione all’esercizio delle professioni e il reperimento di ulteriori fondi per coprire le spese di funzionamento e di manutenzione ordinaria, finalizzando, di fatto, le cifre erogate, soltanto ai servizi e ai benefici per gli studenti.
STUDENTE in rappresentanza degli studenti Adisu Napoli 2: Quello che chiediamo è la possibilità di uscire fuori dalla Accademia per far conoscere al pubblico le nostre opere, il nostro lavoro: perché è lavoro importantissimo che ci invidiano in tutto il mondo, al quale si aggiunge il privilegio, ritenuto tale dagli stranieri, di essere artisti in Italia. Vogliamo uno spazio dove poter farci conoscere, come una vetrina sul mondo. E’ una richiesta di noi studenti delle Belle Arti, ma anche degli studenti del Conservatorio. Noi siamo stati accostati all’Orientale, che è un’Università come normalmente viene intesa, mentre l’Accademia e il Conservatorio sono diverse come struttura e organizzazione. Vogliamo che questa diversità venga riconosciuta e anche valorizzata. A Piazza Plebiscito si fanno sempre installazioni di artisti famosi, però mai nessuno ha pensato di proporre studenti dell’Accademia.
MODERATORE: Mi sembra che sei stato chiarissimo, sei stato anche perfetto nel tuo messaggio. Ringrazio. Ci sono due ultimi contributi, quello del Forum Provinciale delle Associazioni Familiari con il Dott. Oreste Campa
CIAMPA (FORUM PROVINCIALE ASSOCIAZIONI FAMILIARI): Ascoltando il mio giovane e caro amico, Irace, ho capito che quando si parla di famiglia bisogna insistere molto su tre questioni. Innanzitutto più cultura della famiglia, che significa distinguere quella che è la lotta all’emarginazione, all’esclusione sociale, da quella che è, invece, la politica per la famiglia ordinaria, che non deve essere necessariamente una famiglia disagiata, degradata, rovinata etc. La famiglia, legittimamente costituita, ha un suo carattere e va tutelata e difesa per questo fatto, all’interno di un consorzio sociale nel quale, checché se ne dica, rappresenta ancora l’unico contesto sociale nel quale tutto si può ancora solidalmente esaminare, ritenere e fare avanzare e promuovere. Questo è il vero senso della famiglia che costruisce la società. E’ essenziale una maggiore cultura della famiglia, distinguendola, come ho detto, dalle esigenze di persone individualmente prese con problemi di disagio, di povertà, di disabilità, di diversa abilità. Occorre considerare di per sé le esigenze ordinarie di una vita familiare, nella quale la stabilità del vincolo testimonia che c’è una seria volontà di affrontare insieme, anche nell’interesse della prole, i problemi di una vita comune.
Questa maggiore cultura che richiediamo ha, come accennava anche Irace, un primo problema: il rispetto della vita, sia all’inizio quanto alla fine. E’ un problema che riguarda la famiglia nel contesto della normalità degli accadimenti: si nasce e si muore, ma sventuratamente stiamo sempre più abbandonando l’idea che la nascita sia una cosa bella e la morte sia soltanto un transito, un trapasso, un andare verso qualche cosa che, probabilmente, connota il vero destino nella persona umana.
Più cultura per la famiglia significa anche non confondere la famiglia con forme analoghe di convivenza, pur meritevoli di rispetto e di talune tutele, ben sapendo però che una cosa è la famiglia legittima, fondata sul matrimonio, altra cosa, invece è il fatto sociale della convivenza, che nasce dalle mille diverse occasioni e circostanze della vita quotidiana da ciò deriva che la famiglia richiede una forte cultura del vincolo e della solidarietà, in quanto luogo di educazione dei figli e di coesione sociale.
Occorre quindi che alla famiglia sia riconosciuto globalmente il suo potere e il suo diritto ad educare la prole.
Sotto questo profilo, all’interno delle politiche nazionali, ma anche regionali e locali, l’espropriazione di questo diritto dei genitori si sostanzia nella incapacità di dare vita a politiche scolastiche che inducano la scuola stessa ad essere, insieme alla famiglia, il vero canale di formazione delle persone. Famiglia e scuola devono poter andare d’accordo non solo sul minimo, non sull’appena sufficiente, ma devono poter dar vita a sinergie che siano a servizio reale delle persone, dei ragazzi i quali nella loro famiglia e nella loro scuola (che ha funzione pubblica sia quando è statale sia quando è privata) devono vedere riconosciuto questo loro diritto a crescere, insieme ai membri della propria famiglia.
In virtù di questo discorso, come Comitato Provinciale del Forum delle Associazioni Familiari, abbiamo l’ambizione di farci ascoltare dalle Istituzioni e dai partiti politici. E devo dire che questa sera abbiamo avuto un esempio bello di ascolto da parte del Consiglio Regionale.
Questa sera ho sentito qui una serie di cose bellissime, di impegni onerosi, di impegni fondamentali che fanno onore alla nostra città. Pur tuttavia, questa dispersione e frammentazione lascia l’idea che la politica per la famiglia si faccia solo in Lombardia e non anche a Napoli. Possiamo sperare, mettendo insieme e facendo sintesi di tutti questi vari frammenti, che nasca un serio momento di riflessione su una politica per le famiglie, che poi significa più servizi? Mi auguro di si, a partire, ad esempio, da proposte concrete sulla interessantissima questione posta dal rappresentante dell’Ordine dei Commercialisti, che ha giustamente sottolineato il nodo dei redditi sotto la soglia di povertà.
Più servizi per la famiglia, quindi, che devono fare perno su un rimodellamento, dei servizi comunali. E’ il Comune, infatti, l’asse portante, il momento centrale di raccordo delle politiche familiari ed è a livello comunale che occorre agire, non solo per le famiglie che rientrano nell’ambito di esclusione, ma per la famiglia tout court, in quanto soggetto sociale autonomo. Grazie
MODERATORE: La parola a Valerio Marotta, Progetto Oasi, Associazione “Figli in Famiglia”. Concludiamo con lui gli interventi.
MAROTTA (PROGETTO OASI – ASSOCIAZIONE FIGLI IN FAMIGLIA): Buonasera a tutti e un saluto particolare alla Presidente del Consiglio Regionale, Sandra Lonardo Mastella, che ringrazio con tutto il cuore per l’opportunità che offre, a coloro che operano nel sociale, di dire la loro.
Sono anch’io un ex alunno del Pontano, ma non vi dovete preoccupare, il mio discorso sarà brevissimo. Sono qui per portare i saluti dell’Onlus “Figli in Famiglia” e il saluto di Carmela Manco, che è la Presidente che, purtroppo, non è potuta venire.
“Figli in famiglia” opera a San Giovanni a Teduccio ed aiuta i bambini più sfortunati che non hanno una famiglia. Da sempre rappresenta, nel quartiere, un punto di riferimento importante e da qualche anno ha messo su un progetto molto interessante “Oasi”, con l’aiuto della Banca Etica, della Regione e di tanti benefattori.
Questo progetto si è concretizzato nella ristrutturazione di un vecchio complesso industriale del quartiere, che ora è diventato appunto, una oasi. E’ una bella struttura che serve ad accogliere i bambini ed i ragazzi della zona per dare loro un punto di riferimento alternativo alla strada.
Il prossimo 13 marzo, alle ore 18 sarà inaugurata una parte della struttura: la palestra e il laboratorio di falegnameria. Questa struttura servirà all’intera comunità, dato che intorno all’Associazione gravitano oltre mille bambini. I sacrifici sono stati tanti e abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti coloro che credono nei valori indispensabili, cioè famiglia e solidarietà. Siete tutti quanti invitati, portatevi almeno 50 euro, perché sono fondamentali.
Un’ ultima osservazione: la comunità europea, che si regge sul gettito IVA dei vari Stati, è talmente avida che non consente l’esenzione alle Onlus dall’IVA per cui, per costruire questo complesso, abbiamo pagato più di quanto pagherebbe un industriale per costruire una fabbrica. Buonasera a tutti.
MODERATORE: Concludiamo con un saluto della Presidente.
SANDRA LONARDO (PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE): Intanto ringrazio quanti sono intervenuti. Devo dire che vado via, questa sera, ricca di tantissime idee che ho acquisito qui e che saranno rese note sia ai Capigruppo che a tutti quanti i Presidenti delle Commissioni. Le vostre considerazioni saranno raccolte in una pubblicazione per far sì che questi vostri spunti possano arrivare laddove possono realmente essere ascoltati e messi a frutto.
Alcune delle proposte che avete avanzato sono già in itinere nelle varie Commissioni del Consiglio Regionale, ed in particolare segnalo quella sulla banca del cordone ombelicale, che la presidente della FIDAPA ha giustamente sottolineato. A lei chiederemo un ulteriore contributo in Consiglio Regionale.
Posso anche dire che, mentre ascoltavo i vostri interventi, ho pensato immediatamente che si sta rifacendo il portale della Regione Campania: con il Segretario Generale, che mi ha dato immediatamente il suo assenso, dedicheremo un piccolo spazio a quelle che sono le proposte di legge, affinché con un semplice clik, vi potrete tenere in contatto con il Consiglio e, quindi, essere invitati alle varie audizioni che si terranno di volta in volta. Tutto quello che è stato detto qui questa sera, sicuramente sarà di grande aiuto a quello che è il lavoro futuro del nostro Consiglio Regionale. Da questa sera, quindi, spero che si possa fare rete tra noi.

Allo studente dell’Accademia, poi, dico che in Consiglio Regionale si stava pensando di utilizzare due grandi saloni che sono al piano terra della sede come spazi espositivi. Espleteremo presto le gare per il loro utilizzo per cui presto i ragazzi dell’Accademia potranno esporre le loro opere nella sede del Consiglio della Regione.
Ringrazio anche l’Eurispes, nella persona della professoressa Rosanna Verde, che con il suo questionario, ci aiuterà a dare una sistemazione scientifica di quanto detto questa sera. Le vostre proposte sono un patrimonio prezioso del quale faremo certamente uso. Sarete ricontattati quando ci sarà da dare attuazione concreta a queste idee in sede legislativa. E’ un lavoro che il Consiglio Regionale metterà in cantiere anche in sinergia con la Giunta Regionale. Con il presidente Bassolino, infatti, si sta lavorando in modo sinergico ed il gruppo di lavoro incaricato di tenere i rapporti tra Giunta e Consiglio sta ottenendo buoni risultati.
Questo il Consiglio Regionale sta facendo, con l’apporto e l’aiuto di tutti i gruppi politici. Ci tengo a dirlo, perché anche l’opposizione ha lavorato moltissimo, in termini di proposte, senza fare ostruzionismo. Un modo di operare che ci ha consentito, per la prima volta nella storia della Regione Campania di approvare nei termini il bilancio preventivo.
Tutti insieme stiamo cercando di dare concretezza ad un nuovo modo di fare politica, con lo sguardo rivolto solo agli interessi della collettività.
Vi ringrazio e vi rimando ai prossimi incontri.

I LAVORI TERMINANO ALLE ORE 19,20




07/03/2006 LONARDO: `TRADURRE IN AZIONI LEGISLATIVE I BISOGNI DEI CITTADINI`

Ecco il testo del take dell`Ansa relativo alla prima tappa della campagna d`ascolto del presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo, all`istituto Pontano di Napoli.

`TRADURRE IN AZIONI LEGISLATIVE I BISOGNI DEI CITTADINI`
(ANSA) - NAPOLI, 7 MAR - Portare alla conoscenza del
Consiglio regionale della Campania tutte le problematiche di
associazioni, professioni e volontariato affinché possano
diventare spunti utili e indicazioni preziose nella redazione
delle leggi. E` l`obiettivo del Forum di ascolto promosso dal
presidente del Consiglio regionale, Sandra Lonardo Mastella che
si è proposta quale tramite tra la cittadinanza e il Consiglio.
Prima tappa della campagna, concentrata sulle
politiche per la famiglia, è stata Napoli, dove all`istituto
Pontano le associazioni intervenute - tra le altre, Lions,
Aiga, Cerite, ordine degli Ingegneri, ordine dei Commercialisti,
Unitalsi - hanno esplicitato opinioni, consigli ed esigenze. Il
presidente Lonardo, insieme con il segretario generale, Roberto
De Liso, e con il consulente giuridico della presidenza, Felice
Casucci, ha ascoltato, preso appunti e si è impegnata a
trasferire il resoconto dell`incontro ai consiglieri e alle
commissioni.
Incremento dell`assistenza domiciliare, apertura di case di
accoglienza, eliminazione delle barriere architettoniche,
progetti per la formazioni dei genitori per migliorare il
rapporto genitori-alunni/figli, istituzione di strutture che
accolgano chi, in quartieri difficili, voglia abbandonare la
`vita sbagliata` per dedicarsi a valori più sani,
istituzionalizzare forme di sostegno per chi vuole uscire da
situazioni di degrado sono state le richieste del mondo
associativo.
Molto è già stato fatto, ha evidenziato Lonardo, comunque le
proposte di legge `si possono sempre migliorare`: `Esiste una
proposta di legge per istituire un fondo per le persone non
autosufficienti - ha specificato Lonardo - è stata istituita
una Commissione speciale per il controllo sul tema dei
diversamente abili; stiamo preparando una nuova legge sulle
periferie; è allo studio una proposta di legge per il
riconoscimento del lavoro di cura, cioè per chi si occupa di
persone non auto sufficienti`. Quello che ancora manca è lo
Statuto: `Proprio oggi ho incontrato il presidente della
Commissione statuto, si sta lavorando moltissimo, quanto prima
porteremo lo statuto all`attenzione del Consiglio. Una volta che
la Regione Campania si sarà dotata dello statuto, potremmo dire
di aver fatto davvero tantissimo in questo primo anno, possiamo
essere soddisfatti del lavoro svolto`.
Lo scopo dei Forum è quindi `fare in modo - ha spiegato il
presidente Lonardo - che il Consiglio possa interagire e
interloquire direttamente con i rappresentati delle associazioni
per conoscere i disagi e dare poi risposte a chi tutti i giorni
è a contatto con coloro che hanno necessità di aiuto`.
Gli incontri - dopo Napoli il Forum continuerà il 10 marzo a
Salerno, il 13 ad Avellino, il 20 a Caserta e il 30 a Benevento
- sono stati fortemente voluti dalla presidenza del Consiglio
regionale che già a dicembre aveva presentato un`agenda sociale
incentrata sulla famiglia e che, appunto, prevedeva una serie di
iniziative per rendere sempre pià protagonista il cittadino.
E i più di cento cittadini che hanno preso parte al Forum
davvero si sono sentiti protagonisti accogliendo l`iniziativa
del presidente Lonardo con entusiasmo e sottolineando
l`importanza del `cambiamento di prospettiva`: `Oggi - ha
detto un rappresentante dei Lions - è l`istituzione che viene
da noi e non, come più spesso accade, il contrario`.
L`attenzione del presidente Lonardo per il mondo del
volontariato ha radici profonde e private, come lei stessa ha
ricordato alla platea: `Vengo da una grandissima esperienza nel
mondo del volontariato, dalla Lega per la lotta contro i tumori
alla croce rossa italiana. Il volontariato deve essere
all`attenzione della politica perché nasce proprio come
supporto all`iniziativa pubblica. E` per questo che siamo così
attenti al mondo del volontariato`.
Chiuso il ciclo di incontri, in una conferenza aperta a
consiglieri e commissioni consiliari, verrà reso pubblico il
risultato del lavoro. L`Eurispes, istituto di studi
politici, economici e sociali, raccoglierà poi le proposte e
stilerà un rapporto che verrà messo a disposizione dei
consiglieri per tradurre in atti legislativi i suggerimenti
della cittadinanza.










Le audizioni in Consiglio Regionale

Gli eventi istituzionali 2005-09


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Clemente Mastella
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Senato
Camera dei deputati
Consiglio regionale della Campania


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