Alessandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio Regionale della Campania
   
   
   
   
   
   
   
   

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CAMPAGNA D'ASCOLTO

Provincia di Caserta

Elenco dei dibattiti e comunicati effettuati in provincia:


CASERTA
29/06/2006 CAMPAGNA D`ASCOLTO SULLA FAMIGLIA. GLI INTERVENTI INTEGRALI

Forum d`Ascolto sul tema: “Una politica per la famiglia”
“Come tradurre in azioni regolative i bisogni dei cittadini”

LA CAMPAGNA D`ASCOLTO RIENTRA NELL`AGENDA SOCIALE 2006
DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA
ALESSANDRA LONARDO.

Pubblichiamo il testo integrale del Forum di ascolto svoltosi a Caserta il 2 maggio 2006, presso il Centro Congressi Forum.

Inizio ore 18.30
- Moderatore: prof. Felice Casucci
Buonasera! Diamo inizio a questo quinto incontro sulle “Politiche per la famiglia”, incontro su base provinciale, tenutosi, sinora, nelle altre quattro province della Regione. Abbiamo incontrato le altre Province della Regione Campania, questa, che è l’ultima tappa su base provinciale organizzato dalla Presidenza del Consiglio nell’ambito dell’ “Agenda Sociale 2006” della Presidente del Consiglio Regionale della Campania, si tiene qui a Caserta. Il presupposto e il programma di lavoro sviluppato tra settembre e dicembre 2005 dalla Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Alessandra Lonardo, che ho al mio fianco, è stato pensato soprattutto in una logica di soddisfazione delle esigenze del cittadino attraverso iniziative di “ascolto dal basso”, cioè iniziative di ascolto diretto delle problematiche dei cittadini per poi coordinarli dal punto di vista sistematico e sottoporli ai soggetti responsabili in sede istituzionale. Cercherò di parlare molto lentamente per consentire a coloro che devono tradurre, e che ringraziamo, ovviamente, per questa cortese collaborazione. Tradurre per essere comprensibili anche a coloro i quali non hanno la possibilità di un accesso diretto alla mia voce e a quella degli altri che interverranno. Sono Felice Casucci, sono docente universitario, Direttore del Dipartimento degli Studi Giuridici dell’Università degli Studi del Sannio e sono Consigliere Giuridico del Presidente del Consiglio Regionale. In questa veste faccio da moderatore degli interventi. Mi fa particolarmente piacere di essere presente, in terra di lavoro, dato i miei legami affettivi, familiari. Ovviamente il forum è un’iniziativa istituzionale e ci sforzeremo di mantenere i tempi di un’iniziativa istituzionale: ogni intervento non deve superare i cinque minuti, deve riuscire a rendere sinteticamente l’idea degli obiettivi che si prefigge, in maniera tale che, quando poi lo convertiremo in una dimensione più sistematizzata all’interno di un documento finale, sia chiaro il messaggio che il soggetto intendeva sviluppare e proporre questa sera. Darei la parola, a questo punto, al Presidente del Consiglio Regionale per il saluto e poi cominciamo con l’Ascolto delle Associazioni presenti. Ribadisco la preghiera di rispettare i cinque minuti per ogni intervento, non oltre, altrimenti sono costretto, con cortesia ma con decisione, a togliere la parola.
- Sandra Lonardo PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA.
Grazie, Professore Casucci. Saluto tutti quanti voi, ringraziandovi per essere qui, così numerosi. Vi presento il Dottor Angrisani che è il dirigente e il super visore della Presidenza. Anche in questa sede mi accorgo che tutto è perfettamente organizzato. Ringrazio la Dottoressa Leila Ficci e la Dottoressa Marzia Bilotta: due volontarie che stanno collaborando davvero in modo egregio con la Presidenza. Ringrazio e lo salutiamo con un grande applauso, l’amico Amodio Salvatore: grazie per essere con noi, sono molto vicina alla vostra Associazione a Benevento ed è davvero un piacere trovarvi anche qui, a Caserta. Un saluto speciale, me lo consentite, alla “Croce Rossa Italiana”. Non se ne abbia a male nessun’altra delle Associazioni presenti perchè per diversi anni ho ricoperto la carica di Presidente Regionale, per alcuni anni quella di vice Presidente Nazionale e devo dire molti anni ancora a livello Provinciale. La “Croce Rossa” è un’Associazione alla quale sono molto legata, insieme a quella della “Lega per la lotta contro i tumori” e a tutte quelle con cui la Croce Rossa ha interagito e collaborato. Perdonatemi questo saluto particolare. Con oggi si chiude questo primo giro di “Ascolto” che abbiamo già tenuto nelle altre città della Regione Campania. L’Ascolto nasce da un’esigenza di sentirmi più vicina ai cittadini; di venire a conoscenza direttamente di quelle che sono le istanze, i disagi, i bisogni del territorio. La finalità è cercare di dare delle risposte ai bisogni dei cittadini; abbiamo cominciato l’Ascolto proprio con le Associazioni che si interessano della famiglia e delle sue problematiche. Nelle altre città della Regione Campania abbiamo avuto degli incontri in cui la partecipazione è stata molto numerosa. Infatti sono state tantissime le Associazioni che hanno accolto il nostro invito. Ci stiamo adoperando, appena finiranno le cinque tappe previste, a pubblicare sul nostro sito internet i risultati dei vari incontri susseguitisi durante i cinque Forum di Ascolto. Unitamente ad Eurispes, che ringrazio per essere qui presente, cercheremo di dare dei dati scientifici di questi nostri incontri, infatti sono stati distribuiti degli opuscoli a cui vi invito a rispondere. Gli interventi vengono stenotipati, e colgo l’occasione per ringraziare con un applauso anche le nostre esperte della stenotipia che lavorano tantissimo: sono alla mia destra. Insieme all’Eurispes pubblicheremo e daremo un resoconto di tutto questo ai nostri consiglieri e ai vostri consiglieri regionali. L’incontro di stasera concluderà il nostro primo esperimento per cui potremo guardare avanti cercando di organizzare altre occasioni con le stesse modalità, in cui saranno le Istituzioni o l’Istituzione, in questo caso, ad arrivare direttamente ai cittadini. L’Istituzione non sarà più lontana dal cittadino che deve cercarla e raggiungerla ma è l’Istituzione che va verso il cittadino. Questo è il sentimento che ci ha motivati affinché potessimo arrivare anche qui, oggi. Voi sapete che già dall’inizio del mio insediamento, con il Consiglio Regionale e ormai siamo ad un anno, il 24 maggio, quindi siamo ancora ad un mese da un anno, stiamo provvedendo ad apportare alcune modifiche al regolamento del Consiglio Regionale. Ci stiamo organizzando affinchè tutto il Consiglio possa presentare delle proposte di legge. Abbiamo dato alle opposizioni ben il 30% di priorità in quanto a presentazioni di leggi, nella programmazione trimestrale, il che significa che ci sforziamo di essere attenti anche nel momento in cui andiamo in Aula dove fluiscono le proposte chiaramente già licenziate dalle varie Commissioni di competenza. Il 70% delle proposte sono della maggioranza, il 30% sono delle opposizioni. In questo modo, chiaramente, sono rappresentati davvero tutti i cittadini! Per essere vicini ai cittadini il Consiglio Regionale sarà itinerante sul territorio e tutto questo potrà avvenire quando, mi auguro presto, dando la priorità a tutte le altre esigenze, riusciamo a portare in Consiglio lo Statuto del quale, purtroppo, ancora non siamo dotati. All’interno dello Statuto avremo la possibilità di votare questa grande innovazione, perché il Consiglio Regionale sul territorio ritengo sia un progetto straordinario perché tutte le istituzioni locali vengono in contatto diretto con il Consiglio. Si realizza veramente un’Istituzione che va verso la gente. Inoltre stiamo pensando di mettere in rete il nostro bilancio affinché tutti i cittadini possano “controllare” e prendere coscienza di quello che facciamo a livello regionale. In questo modo il nostro palazzo non è solo di vetro, così come si presenta, siamo all’isola f/13 del Centro Direzionale ma, evidentemente, riusciamo a dare conto di tutto quello che noi facciamo nell’interesse della gente: il vostro interesse. Questo è quanto stiamo facendo! E’ a dicembre che abbiamo presentato il progetto che stiamo realizzando in queste cinque giornate di Ascolto Sociale, ma non vogliamo fermarci qui: questo deve essere un momento in cui sono gli stessi cittadini ad organizzarsi affinché possano esercitare il diritto di petizione e sollecitare l’esercizio del diritto di istanza da parte degli Enti Locali e delle Associazioni. Voglio informarvi anche del fatto che sono state sottoposte alle Commissioni alcune leggi, già presentate a dicembre nell’Agenda Sociale del Presidente. Esse riguardano: “L’istituzione del Garante Regionale dell’Infanzia ed il Nuovo Ordinamento del Consiglio Regionale”; è in corso d’opera una proposta di legge sulla Cooperazione Internazionale decentrata a livello regionale per lo Sviluppo e la Solidarietà tra i Popoli; in più una legge per l’Istituzione dell’Osservatorio Regionale per l’Associazionismo Sociale e ancora la legge per l’Istituzione del Registro delle Associazioni che si occupano di promozione sociale a livello regionale. Infine stiamo lavorando per proporre la legge per la Creazione dell’Istituto Regionale di Studi e di Ricerca per la Programmazione. Prevediamo di incontrare tutti nella “Giornata delle Regioni” in cui verrà presentato il progetto. Ringrazio l’Università degli Studi del Sannio perché presso l’Università a Benevento verranno erogate borse di studio di diritto regionale. Si organizzeranno Master di alta formazione politica ed amministrativa, chiaramente a costo zero per i nostri giovani, perché il Direttore del Dipartimento degli Studi Giuridici, lavorando gratuitamente, dona tutto il corrispettivo al suo Dipartimento. Realizzare dei Master è un prestigio per l’Università ma è sicuramente un’esperienza importante per i giovani perché lavorando con il Dipartimento di Studi Giuridici acquisiscono competenze tecnico professionali facendo anche una grande esperienza a livello regionale. E’ indetto il Premio Regionale alla cittadinanza attiva e al cittadino modello ma di questo vi parlerò in altra sede. Oggi andremo a recepire, durante l’Ascolto, rispettando i tempi, raccomandazione già fatta dal Professore Casacci, degli input che vengono da voi. Siete voi che perate tutti i giorni con la famiglia e, quindi, potete darci delle indicazioni indispensabili al nostro lavoro. Tutto questo materiale, chiaramente pubblicato, sarà dato non solo ai Consiglieri ma anche al Presidente della Giunta Bassolino. Sappiate che Il Consiglio Regionale non solo controlla l’attività della Giunta ma ne programma le attività. Abbiamo una cabina di regia che sta lavorando per l’Agenda Sociale 2006/2013 e, in più a fine giugno terremo la Prima Conferenza Programmatica in cui le vostre istanze saranno poste all`attenzione non solo dell`intero Consiglio ma anche del Presidente Bassolino. Vi ringrazio per essere venuti, per la vostra partecipazione, mi auguro che alla fine di questo lavoro saremmo tutti soddisfatti al punto tale che, potendo continuare a lavorare insieme, riusciamo in questi quattro anni che ci separano dalla volta prossima che si andrà a votare, a realizzare un percorso insieme, laddove i protagonisti non saremo noi ma sarete solo voi. Grazie.
- Moderatore prof Felice Casucci.
Ricordo l’impegno morale che abbiamo assunto, per direttiva unilaterale, mia, di cinque minuti, perché sono previsti venti interventi ognuno di cinque minuti. Se la matematica non è un’opinione, più di un’ora, un’ora e mezza non riusciamo ad andare in termini di attenzione all’ascolto. Quindi, vi prego di essere molto sintetici e molto efficaci nell’intervento perché, come diceva la Presidente Lonardo, sarà oggetto di pubblicazione e argomento cardine della Conferenza finale con tutte le Associazioni a livello regionale e con i Consiglieri Regionali. La parola al Presidente, Avvocato Alfonso Quarto, dell’A.I.G.A. che ci parlerà dei rapporti tra minori e carcere.
- Avvocato Quarto Presidente A.I.G.A.
Si impone, a questo punto, un ringraziamento telegrafico ma doveroso. Innanzitutto voglio ringraziare, a nome di tutta l’Associazione e del direttivo dell’A.G.I.A. (Associazione Giovani Avvocati di Santa Maria Capua Vetere) il Presidente, Dottoressa Lonardo. La ringrazio maggiormente per quello che ha detto spiegandoci la ratio di questa iniziativa. La ragione è di avvicinare le Istituzioni a noi tecnici in relazione a quelle che sono le problematiche della famiglia, tema della serata. Ovviamente il tema è assolutamente incompatibile con i cinque minuti, proprio per questo, avendo dato uno sguardo a quelli che sono stati gli argomenti trattati anche negli altri incontri, mi sono reso conto che un aspetto poco esposto ed a me tanto caro, proprio in virtù del ruolo che ricopro come giovane Avvocato, cioè di responsabile dell’osservatorio detenuti, è quel particolare “modello di famiglia” che ha al proprio interno un membro detenuto. Se noi abbiamo già tanti problemi relativi alla famiglia, relativi alla droga, alla devianza, problemi di ogni tipo, immaginate i problemi che scaturiscono quando all’interno della famiglia ci sia un soggetto detenuto. Possono verificarsi due tipologie di problematiche: problemi che assillano figli minori e non, che vedono “spezzarsi” il rapporto con il padre o con la madre detenuto e problemi del detenuto. Infatti, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione, sono basilari per l’equilibrio sano della famiglia la rieducazione e la risocializzazione. Se il Carcere impedisce rapporti pieni di affettività tra famiglia e detenuti, significa, in qualche modo che ostacola anche la risocializzazione. Se pensiamo e questo è un dato statistico, che circa 1/3 terzo dei detenuti in Italia ha dei figli, immaginate quante sono le donne, la percentuale sale vertiginosamente, a più del 50%. Abbiamo una legge che prevede che fino a tre anni il bambino può rimanere in carcere con la mamma e in un certo senso sono costretti a vivere il carcere anche loro. Dirò di qui a poco che cosa l’Associazione ritiene sia doveroso fare. Allora, se l’articolo 27 della Costituzione dice che la responsabilità penale è personale, quindi le conseguenze dovute alla detenzione dovrebbero ricadere solo su chi ha commesso il fatto, immaginate un po’ quali sono le ripercussioni su un bambino, un minore che nasce in carcere e vive i primi tre anni di vita in questo luogo. Pensate che non ci siano ripercussioni? Si dice: “E’ troppo piccolo!”. Assolutamente non è così! E’ stato studiato che viene alterato quello che è lo sviluppo psicofisico se non si garantisce al piccolo un “determinato” ambiente. Recentemente, nella Regione Calabria, mi sembra nel carcere di Rossano Calabro, è stato realizzato un progetto, denominato “Peter Pan”: sono stati organizzati all’interno delle carceri, dei nidi gestiti da volontari. Non chiediamo, ovviamente, che venga coinvolto personale, già c’è carenza di organico amministrativo, sanitario e quant’altro, ma volontari perché considerate che il volontariato nell’ambito delle carceri è una fetta importantissima di predispozione di strumenti, a tutti i livelli. E’ chiaro che desideriamo creare particolari ambienti in cui vi sia una particolare accoglienza e una certa dimensione di tipo familiare. Tutto questo vedendo il problema da un lato. Dall’altro, poi, c’è da prendere in considerazione il momento del distacco. A tre anni, infatti, il bambino deve allontanarsi dalla mamma. In questo senso abbiamo una legge, purtroppo non attuata, la legge 40 del 2001, cosiddetta Finocchiaro, che prevede una particolare detenzione, speciale, agli arresti domiciliari fino a quando il bambino non compie il decimo anno di età. In questo caso vi dico che l’applicazione di questa legge è assolutamente scarsa: immaginate quante persone immigrate, extracomunitari che non hanno una fissa dimora oppure quante persone che non possono usufruire di questo tipo di “agevolazione” perché non sono in detenzione pena ma in custodia cautelare e la custodia cautelare nel nostro sistema da eccezione, purtroppo è diventata una regola. Vengo al dunque, che cosa auspichiamo? Certo, abbiamo sentito che sono stati fatti osservatori come quello per l’infanzia e, ovviamente, quando si costruisce un osservatorio c’è sempre qualcosa di propositivo alle spalle. Credo che tutto debba convergere attraverso quella che è la figura, la cui istituzione è tanto richiesta dall’A.I.G.A., da tanto tempo, di un’autorità garante del detenuto che possa, poi, ovviamente, interessarsi anche di queste problematiche. Ho sentito anche di associazioni che sono nate per le detenute donne, per i bimbi, per l’infanzia, sono d’accordo a questo tipo di associazionismo, infatti sono movimenti e contributi interessanti che possono provenire dal basso ma ritengo che quanto facciamo deve convergere, anche con l’istituzione di commissioni. In tal senso è la mia proposta, Presidente: l’istituzione di commissioni che vadano a coadiuvare questa figura di garante che, a mio avviso, dovrà avere oltre alle funzioni consultive e ispettive anche quelle sanzionatorie. Una vera autonomia dall’autorità giurisdizionale e dall’autorità amministrativa e, quindi, dal Dap, può essere raggiunta da quest’autorità solo ed in quanto abbia anche poteri sanzionatori, quindi possa intervenire concretamente, anche con sanzioni per chi non fa bene il suo lavoro. Propongo, quindi, l’istituzione di commissioni per aree di competenza che possano, ovviamente, farsi carico di questi problemi, di queste famiglie, delle quali, purtroppo, oggi non si parla, perché quando parliamo di problemi della famiglia nessuno tiene in considerazione che 1/3 delle famiglie in Italia ha un proprio membro detenuto. Concludo sottolineando l’importanza della volontà delle persone al di là di quelli che sono i soldi perché è evidente che quando si parla di questi progetti, si parla di tante belle cose, di tanti principi teorici che poi alla fine non vengono realizzati perché si dice: “Purtroppo non ci sono soldi”. Ed è vero; però è vero che si può realizzare tanto con l’aiuto dei volontari all’interno del carcere. Ho clienti, sono penalisti, che mi dicono: “Avvocato vorrei lavorare, ma non c’è un lavoro all’interno del carcere?”. Credo che si può sfruttare il lavoro all’interno del carcere, finalizzato alla realizzazione, per esempio di un asilo nido. Ne abbiamo un esempio: il Colonnello Del Monaco che comanda il Carcere Militare ha dimostrato come con il lavoro dei detenuti e, quindi, in economia, in assoluta economia è stata realizzata un’area per i bambini per consentire anche al detenuto di ricongiungersi affettivamente ai figli e non solo sessualmente alla moglie o al marito. Gli si offre il diritto all’effettività intesa in senso di dimensione di legame con la famiglia. Tutto questo a vantaggio del minore sul quale ricade la pena. Il ripristino di questo legame dà la possibilità al piccolo di avere uno sviluppo psicofisico che sia del tutto normale, alla pari dei propri coetanei. In questo senso concludo, grazie.
-Moderatore prof. Felice Casucci
La parola al Presidente Dottor Arturo Giglio Fiorito, dell’Associazione “Mondo Tondo”, intervento a favore della famiglia da parte degli Enti Locali.
Dott. Fiorito Presidente Associazione Mondo Tondo
Sarò brevissimo. Ho fatto come il prode sarto quando il cardinale lo visitò. Quando mi ha chiamato la collaboratrice della Presidente Lonardo dicendo: “Dottore lei…” ho fatto come quello che disse: “Si figuri!”. E rimase lì tutta la vita, con questo rimpianto, perché, in effetti, mi sono focalizzato sul problema dei giovani, dei ragazzi ma, poi, nel corso di questi giorni penso che i problemi siano talmente tanti che è difficile focalizzarsi su di uno in modo specifico. Come Associazione, lavoriamo anche all’estero, in Congo, dove abbiamo appena finito di costruire un Centro Polivalente di Sviluppo, un centro di formazione professionale. Spesso ci rendiamo conto che i problemi sono effettivamente tali e tanti che forse richiedono un impegno maggiore anche da parte del volontariato. Approfitto della presenza e di questo gentile invito che il Presidente ci ha fatto, per ringraziarla. E’ la prima volta che succede che la politica si rivolge in maniera così diretta e a questi livelli istituzionali alle Associazioni e noi approfitteremo di questa situazione. Presidente, negli ultimi cinque anni, tutti lo sappiamo, i passaggi dallo stato centrale alla periferia si sono ridotti per 1500 miliardi di euro. Sappiamo quanto questo può avere inciso sull’attività dei nostri enti locali rispetto ai bisogni dei cittadini. Sappiamo anche che la famiglia rappresenta, per noi tutti, che ci crediamo tanto, il cardine della società e sappiamo anche che la cura dei figli rappresenta, per le nostre famiglie, l’aspetto principale. Ebbene, sul nostro territorio c’è una carenza sostanziale in ambito di assistenza ai ragazzi. C’è una totale inadeguatezza delle strutture di accoglienza, tipo asili nido pubblici, rispetto alle nostre necessità, che fa a pugni con quello che dovrebbe essere il dato medio nazionale, essendo in Campania, probabilmente 1/3 la disponibilità dei posti in asili nido rispetto a quello che c’è nel nostro nord est. E’ un problema che riguarda la famiglia, credo che la famiglia è il punto cardine, è il punto centrale della nostra società. Quindi non c’è dubbio che quello che riguarda i bambini, gli anziani e le persone che hanno delle difficoltà a relazionarsi con il contesto sono tutti problemi altrettanto dignitosi. In questo momento, con l’Associazione stiamo lavorando con dei ragazzi diversamente abili con i quali stiamo avviando una serie di ragionamenti. - Chiedo scusa alla Dottoressa Bilotta, non era previsto nel nostro intervento però vorrei sottoporre anche questo alla vostra attenzione: i ragazzi diversamente abili, dopo un certo numero di anni, in cui vengono, in qualche modo, tollerati dalle scuole, a un certo punto vengono espulsi. Compiuti i 22, 23 anni, quindi, non riescono più a essere in sintonia con i programmi scolastici. L’Associazione si sforza di creare una sorta di integrazione sociale di questi ragazzi. Spesso dico loro di scavare a fondo perché il loro tesoro è situato in profondità, quindi è più prezioso. Lo stiamo tirando fuori attraverso un’esperienza di musicoterapia, attraverso l’informatica. Vorremmo tanto che questa esperienza venisse affiancata dalle nostre istituzioni regionali. Non vogliamo assistenzialismo, perché è una cosa che offenderebbe anche la loro piccola dignità di uomini e di donne, vorremmo, invece, creare delle cooperative o piccole attività commerciali. Vorremmo fare in modo che queste persone riacquistino la dignità di cittadini avendo la consapevolezza di aver dato alla collettività quel piccolo contributo che ciascuno di noi è chiamato a dare, più o meno in base alle proprie potenzialità. Le chiediamo questo aiuto: diamo ai cittadini della nostra collettività, pari dignità, nel senso vero del termine consentendogli di svolgere il loro ruolo nella società. La ringrazio.
-Moderatore prof. Felice Casucci
La parola alla Dottoressa Canazio dell’A.D.I.S.C.O.: “Misure legislative per il servizio raccolta del sangue proveniente dal cordone ombelicale”.
Dott.ssa Canazio rappresentante A.D.I.S.C.O.
Grazie, Presidente, per questa opportunità che ci offre di far conoscere il nostro progetto e soprattutto la ringrazio per l’interessamento alla formalizzazione di questo. Sono il direttore tecnico del progetto “Banca sangue di cordone ombelicale” che è già un progetto regionale operante da circa tre anni in Campania. L’operatività ha sede nell’Azienda Santobono –Pausillipon. Di questa iniziativa progettuale è già informata la Presidente; infatti si tratta di un progetto regionale a cui la Presidenza del Consiglio sta lavorando, attraverso i suoi collaboratori, la Dottoressa Barretta, per poterlo portare avanti. L’occasione che, però, cogliamo, con l’invito al forum in questione è quello di chiedere alla Presidente l’inserimento di questa attività nel piano ospedaliero regionale. Ripeto che l’iniziativa è già istituzionalizzata ma ancora non completamente formalizzata. La richiesta è di dotare di un organico stabile questa attività che, altrimenti, non riuscirebbe mai ad avere un respiro ampio, quello che è necessario per la manipolazione di cellule staminali, di origine monoproteica, utili nei trapianti in genere e in quello di trapianto di midollo. Questa è la nostra richiesta: appoggiata anche dall’Adisco che è l’Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale. Questa sera è presente qui con noi il signor Tricaro in qualità di membro dell’Associazione nazionale e di Presidente regionale, che appoggia e condivide questa nostra richiesta. Siamo stai brevissimi ma spero chiari per quelle che sono le esigenze di questa attività che io ritengo di importanza notevole nell’ambito della nostra struttura ospedaliera. Grazie.

-Moderatore prof. Felice Casucci
La parola all’Avvocato Rachiero, dell’Associazione Leale Onlus “Scuola per genitori efficienti”.
-Avvocato Rachiero Rappresentante Associazione Leale onlus
Grazie. “Scuola per genitori efficienti” è un bellissimo titolo. Questo è stato l’oggetto di un nostro progetto. Mi presento: sono consulente legale dell’associazione Onlus, aderente alla Federazione Italiana Comunità In terapeutiche, Ente Ausiliario della Regione Campania. Si occupa di prevenzione e di recupero della tossicodipendenza, opera nel territorio casertano ma non solo, su tutto il territorio campano, a volte anche in ambito nazionale se i soggetti tossicodipendenti provengono dalle carceri. Questo progetto è nato - anche se non è andato a buon fine per la verità - dalla valutazione che i nostri operatori hanno fatto sul campo. Il programma che viene attuato dall’associazione denominata “progetto uomo” a cui si ispira utilizza programmi di recupero nati in Canada nell’ambito di gruppi di alcolisti. L’attenzione è incentrata sulla persona perché si ritiene che tutti i problemi connessi alla persona debbano essere risolti partendo dalla persona stessa. Infatti nell’attuare questo programma, vengono chiamate principalmente proprio le famiglie che non sono solo le prime a rivolgersi al centro, chiedendo un aiuto, ma sono quelle che subiscono i riflessi, talvolta proprio le conseguenze dirette del problema della tossicodipendenza vissuto da un loro familiare. Un familiare che può essere non solo il figlio, non solo il marito ma a volte anche un genitore. L’ispirazione della nostra iniziativa è nata proprio dal contatto avuto con le famiglie. E’ un lavoro piuttosto difficile relazionarsi con le famiglie, perché si tocca con mano l’impreparazione, il senso di forte disagio, la difficoltà di confrontarsi con il problema della tossicodipendenza, con il problema del disagio in generale, un disagio che talvolta nasce da un problema banale, dovuto all’età giovanile, preadolescenziale ma che se non viene contestualizzato e non viene trattato in maniera adeguata. In tal senso rischia di radicarsi. Spesso gli operatori delegano a me l’impatto iniziale con le famiglie: momento molto delicato. La nostra esperienza ci convince che la prevenzione deve cominciare proprio nella famiglia grazie all’istituzione di centri di consulenza familiare. Per questo motivo abbiamo intitolato il progetto “Scuola per genitori efficaci”, laddove la parola “efficaci” si riferisce all’intervento educativo che deve essere mirato e calibrato fra libertà da “dare” e disciplina da “pretendere”. Spesso questo è un problema fortemente sentito dai genitori che si rivolgono al centro, agli operatori per chiedere come comportarsi, proprio nelle azioni concrete e quotidiane. Ci chiedono se è giusto ed educativo lasciare il ragazzo tossicodipendente fuori casa quando tenta il rientro, se impartire un tipo di punizione piuttosto che un altra. Sono necessari, questo è il progetto che si è sviluppato in passato, momenti di incontro tra genitori, di confronto, non solo a livello teorico ma bisogna si impartisca una formazione a livello di elementi di psicologia dell’età evolutiva, di pedagogia e di sessuologia. C’è bisogno soprattutto di momenti pratici, di confronto, di verifica, attraverso i cosiddetti gruppi di autoaiuto. Così come dicevo prima si tratta di un progetto strutturato che non ha avuto, in passato, una risposta positiva dalla Regione. Il mio input è questo: una risposta migliore e positiva tesa a strutturare dei consultori familiari dove si realizzi un confronto vero, attraverso figure professionali idonee e competenti che aiutino i genitori ad esercitare in maniera efficace il loro ruolo. Grazie.
-Moderatore prof Felice Casucci
La parola all’Ingegnere Sarpi, che propone un progetto “Casa per giovani coppie”.
-Ingegnere Sarpi
Sono un imprenditore che lavora su Caserta e Provincia da 40 anni. Ammiro l’idea di sentire le voci di fuori, del palazzo, perché se riguardano, poi, la famiglia, assumono una valenza straordinaria. Noi che cosa abbiamo pensato? Si parla tanto di famiglia ma non si pensa che, una famiglia affinchè si possa formare, ha bisogno della casa. Sentire i prezzi che ci sono in giro, su mercati drogati, come quello che abbiamo noi, significa avvilire chiunque voglia “mettere su” casa, in particolare il lavoratore che si trova anche in condizioni precarie. Abbiamo studiato un programma coinvolgendo il gruppo Capitalia, per realizzare case per le giovani coppie che hanno queste caratteristiche. Sono case per civili abitazioni, di circa 90 metri quadri, arredate, totalmente finanziate e pagabili con un versamento di 500 euro al mese per 21 anni e 9 mesi. C’è una copertura assicurativa in caso di perdita di posto di lavoro. Noi offriamo la nostra disponibilità. Lo faccio come imprenditore, a fine carriera, di dare la casa a chi veramente non può averla diversamente. Qual è l’intervento che può fare la Regione? La Regione, sfruttando la finanziaria del 2005, comma 111, che prevede che questo tipo di abitazioni siano assimilabili ad interventi di uso pubblico, dovrebbe velocizzare la possibilità che i Comuni diano aree in zone agricole, in aderenza ai centri abitati. L’abbiamo già fatto, dal 1994 al 1999 li abbiamo realizzati in Spagna e abbiamo realizzato 70 mila alloggi. Siamo pronti a farlo qua e abbiamo già contattato una serie di Comuni, abbiamo già le delibere per attuare il programma. Molti Comuni si trincerano dietro alla mancanza delle aree, la Regione deve velocizzare questo iter. Lo può fare, possiamo noi collaborare anche alla formazione delle delibere regionali come abbiamo fatto per le delibere comunali perché le abbiamo già fatte in Spagna, le abbiamo già fatte in Grecia, quindi sappiamo bene qual è il percorso. Se ci ascoltate farete un gran servizio ai giovani. Grazie.
-Moderatore prof. Felice Casucci
La parola alla Dottoressa Patrizia Iovine.
-Dott.ssa Patrizia Iovine
Due complimenti, proprio di cuore, uno perché sono molto convincenti queste signorine, molto persuasive e l’altro perché finalmente vedo una traduzione in simultanea per i sordomuti. Finalmente, non bisogna vedere il Tg 3 all’una di notte per poter vedere una cosa del genere. Della nostra Associazione c’è molto da dire, leggo ciò che il nostro statuto dice: il nostro si chiama “Servizio Volontariato Giovanile” di giovanile avevamo molto, piano piano è rimasto il lustro. Si occupa di dare assistenza reale ed efficace in situazione di micro e macro emergenza. L’Associazione sostiene i giovani nel loro processo di crescita con la coscienza del rispetto dei valori civili dei popoli diversi per nazionalità e religione, ai fini di una migliore integrazione e sviluppa le capacità individuali, attraverso il lavoro basato sui rapporti di amicizia, di rispetto, di collaborazione tra i volontari e le comunità. Vengo al dunque. Volontariato: una parola bellissima, una parola che in certe situazioni sostituisce, addirittura, le Istituzioni. Ormai, abbiamo una massa incredibile di volontari e nel precedente intervento si parlava di volontari nelle carceri. La nostra associazione si è occupata di carceri, si occupa di recupero di tossicodipendenti, a volte, quando ci vengono dati in affidamento momentaneo. Si occupa delle scuole, si occupa delle pari opportunità, dei diversamente abili. Purtroppo i volontari, a volte, non ci sono. I volontari sono ragazzi, sono ragazze che hanno impegni anche loro, magari si vogliono anche fidanzare, magari hanno delle mogli a casa che hanno il loro bel da fare, sono uomini che lavorano. Per questi ultimi possiamo applicare delle leggi particolari: li esoneriamo dal lavoro per mandarli a fare soccorso nelle emergenze. Mi chiedo: come fare per trovare nuovi volontari? La mia idea, piccola ma spero efficace, è questa: esiste il Servizio Civile, istituito con la legge 64 ed ho portato con me proprio la legge del 2001. Se questo servizio dura un anno e purtroppo nel momento in cui i giovani riescono ad integrarsi nelle organizzazioni li dobbiamo perdere. Li abbiamo formati, li abbiamo cresciuti, ci siamo affezionati; perderli dopo un anno è un peccato davvero grande. Mi chiedo: perché non farlo di tre anni come si può fare con il servizio militare, visto e considerato che è una scelta volontaria? Perché non allungare questo tempo? Come fare? Allora pensiamoci insieme. Si immagini Presidente che ieri, con la situazione di frana ad Ischia, sono partiti tre ragazzi in servizio civile, di primo pelo, come si suol dire e tre dei nostri tra cui il nostro responsabile, Enzo De Lucia, che mi ha delegato oggi qui e si scusa di non essere venuto. Questi tre ragazzi in servizio civile, hanno fatto un’esperienza meravigliosa e si sono integrati ancora di più e maggiormente in quella che è la macchina degli aiuti in emergenza, ora è un peccato perderli. Uno di questi tre ragazzi lo perderò fra poco perché ha terminato il suo impegno nel servizio civile. Certamente resterà con noi ma sono certa che anche il volantinaggio, magari, potrà sostituire economicamente ciò che noi economicamente non possiamo dargli. La ringrazio.
-Moderatore prof. Casucci
La parola all’Avvocato Rossella Calabritto, dell’associazione WIN.
-Avv. Calabritto Associazione W.I.N.
Sono un Avvocato e sono tra i consulenti legali della WIN che è una sigla che indica tre parole inglesi. Anche WIN è, però, una parola importante in questo progetto, perché WIN in inglese significa “vincere” ma WIN per noi è “Women in network”, cioè “donne in rete”. In realtà, quando ho ricevuto la telefonata, questa mattina, della dottoressa Bilotta che mi esplicitava il tema su cui doveva vertere il mio intervento e mi chiedeva una proposta da fare in questo Forum di ascolto mi è venuto quasi da ridere, perché la cosa che manca sempre sono i soldi, è molto banale ma vero. Ho tanto sentito parlare bene dei volontari. Anche noi alla società cooperativa W.I.N., saluto il Presidente qui presente, la Dottoressa Nigro, che mi ha delegata a parlare, siamo volontarie. Sappiamo tutti, però, che i soldi sono ciò che fanno andare avanti. W.I.N., come società, gestisce una casa – famiglia e, quindi, andiamo incontro a spese elevate, perché casa famiglia significa, appunto, una casa dove sono ricoverate donne in difficoltà, spesso accompagnate anche dai minori. La nostra rete è una rete di volontari, infatti la nostra Associazione offre un servizio sia legale, sia sociologico, psicologico. Ci sono operatrici che seguono questi minori che si trasferiscono insieme alla madre presso la casa famiglia che è sita in Casagiove e, quindi, seguono i bambini anche nel percorso successivo a questa nuova realtà difficile che si trovano ad affrontare. L’unica cosa che non manca, in queste associazioni, e credo in tutte, sono gli utenti, sono i “clienti”. Questa è una parola un po’ brutta. Il nostro problema è la rete. Abbiamo molti contatti comunicativi con le istituzioni, senza avere riscontro. Abbiamo, ad esempio, un problema con un Comune, non sto qui a dire quale, in cui un nucleo familiare composto di tre persone è aiutato dalla nostra Associazione: offriamo aiuto per provvedere al cibo e all’affitto. Gestiamo utenza da svariati mesi, credo che siano, ormai sei, sette mesi e tutto ricade su noi volontari. Credo che il volontario non si può sostituire integralmente allo Stato. La passione c’è. A noi volontari basta un sorriso su un volto della persona che viene da una situazione dove era maltrattata e dove non aveva possibilità di sorridere per ripagarci. Credo che lo Stato non possa delegare completamente al volontario quello che è il suo ruolo. Sarà banale la richiesta: ovviamente non sono soldi in termini pratici ma abbiamo bisogno di interagire con le Istituzioni e auspichiamo che non rimanga sempre un dialogare. Ho portato con me e consegno ai relatori che sono seduti qui di fronte a me, gli atti ufficiali di un convegno che si è svolto alla Provincia di Caserta. Anche qui tanto bel parlare però, poi non siamo riusciti, nonostante, ripeto, non chiediamo i soldi direttamente, ad ottenere aiuto nell’attuazione e nella fase di approvazione di progetti che presentiamo rispetto alle donne e ai minori. Sicuramente tirare fuori una persona, una donna da una situazione maltrattante, significa anche darle la possibilità di uscirne fuori definitivamente. Aiutarla a formarsi significa aiutarla ad immettersi nel mercato, mercato del lavoro dove, probabilmente, non è mai stata. Quindi, credo di concludere in questo senso. Leggendo sia la brochure della nostra Associazione sia gli atti di questo convegno sarà chiaro tutto quello che abbiamo fatto, che faremo e tutte le necessità che, sicuramente, ho in piccola parte rappresentato in questo momento. Grazie.
-Moderatore prof Felice Casucci
La parola alla Presidente del Club Leo, la Dottoressa Isa Boffi. Volevo solo fare un appunto, in senso positivo: quello che diceva prima l’Avvocato Calabritto è importante perché voi fate onore, come gran parte delle Associazioni che sono presenti stasera, all’articolo 2 della Costituzione che parla dei diritti inalienabili della persona. Dice: “Se esistono i diritti inalienabili della persona, ci devono essere dei doveri altrettanto inalienabili, di solidarietà, politica economica e sociale”. E’ vero che lo Stato non può delegare troppo, però è anche vero che il diritto dell’individuo nel sistema democratico occidentale si fonda su un’attività di solidarietà, su un principio di solidarietà. Quindi, ovviamente, le due cose si comparano tra di loro. Penso che quello che voi fate è talmente meritorio che, sì, chiedere l’aiuto è importante, però è anche importante la testimonianza che voi date. Il modo migliore per fare volontariato è quello che voi fate concretamente tutti i giorni.
-Dott.ssa Boffi Presidente Leo Club
Grazie al Presidente per questo incontro e grazie a tutti gli organizzatori. La mia Associazione è un’associazione di beneficenza, siamo i Leo Club di Santa Maria Capua Vetere e siamo il gruppo giovani dei Lions. La nostra Associazione è composta da tutti giovani che vanno dai 18 ai 28 anni e si occupano, soprattutto, di organizzare attività il cui ricavato lo devolviamo in beneficenza e/o ad altre associazioni. Quindi, le nostre sono attività di services. Nell’esperienza di questo anno sociale, di cui sono stato Presidente, sono stato a contatto con alcune scuole – famiglia a cui abbiamo devoluto dei ricavati e con delle scuole con cui abbiamo organizzato delle attività. Le problematiche che mi sono state poste dalle scuole e dalle Istituzioni riguardano l’evoluzione della famiglia italiana, quindi il cambiamento del ruolo dei genitori. Il fatto che spesso i genitori sono sempre più fuori casa perché occupati nel lavoro, per mancanza di tempo, sono portati ad affrontare delle problematiche che a volte non possono risolvere. Spesso non sono preparati nemmeno i docenti che avrebbero bisogno di un maggiore apporto di assistenza sociale. Quindi reclamano una maggiore forza, ampiamente di queste Istituzioni, in modo da poter sopperire, spesso, a queste problematiche che vengono loro poste, anche perché la scuola, ovviamente, è il primo nucleo dove i ragazzi si possono aprire, dove possono essere affrontate e risolte alcune problematiche. A volte in famiglia non c’è il tempo, in casi più sfortunati non c’è neanche la possibilità di poter affrontare problematiche. Questa è l’esigenza che sono state poste alla mia attenzione dai docenti e dalle Istituzioni con cui sono in contatto. Per quanto ci riguarda, svolgiamo annualmente un’attività e anche un concorso presso una scuola di Santa Maria. Vengono premiati alcuni ragazzi che svolgono quadretti di ceramica in cui riproducono i momenti della nostra città, di Santa Maria. E’ un’attività molto bella, approfitto per invitare il Presidente perché il 20 maggio faremo questa cerimonia. E’ stata molto bella l’anno scorso e quest’anno siamo arrivati alla terza edizione. A dicembre, quando ho partecipato alla cena dei miei Lions ho venduto alcuni quadretti che erano avanzati dalla manifestazione. Ho pensato di utilizzare questo lavoro fatto dai ragazzi, di valorizzarlo e in accordo con la scuola, rimborsando le spese, offrire il ricavato a una casa famiglia. Questo è quanto e ringrazio ancora tutti.
-Moderatore prof. Felice Casucci
La parola al Presidente Giuseppe Zenga, dell’Unione Italina Ciechi, interviene il Presidente Giuseppe Zenga.
-Zenga Presidente Unione Italiana Ciechi
Signori, buonasera! Parliamo della famiglia, che cosa dire di una famiglia dove c’è un ragazzo non vedente? Il primo impatto, chiaramente, è quello di far superare, effettivamente, alla famiglia, di farlo accettare alla nascita. Subito dopo, però, cominciano i primi problemi con la scuola; la scuola che già è difficile per tutti, anche per i normodotati, diventa una barriera ad ostacoli per un ragazzo non vedente. Cominciamo con gli insegnanti di sostegno, che lo Stato ci taglia. Arriviamo con i sussidi didattici, le A.S.L., i Comuni, nessuno più comincia a dire di chi è la competenza. Quindi, Presidente, le voglio raccomandare la legge numero 4, quella del finanziamento del diritto allo studio delle famiglie, dei nostri ragazzi, che a fino ad oggi, a distanza di un anno, non ha ancora il suo regolamento. Quindi credo che questo è il primo problema da risolvere. Poi, il ragazzo cieco cresce e dovrebbe essere avviato al lavoro: altra nota dolente! La nostra Regione, mentre altre Regioni si sono già dotate di una Legge sul collocamento obbligatorio dei disabili, la nostra Regione dicevo, purtroppo non solo non ha una legge per l’inserimento dei disabili, ma da quello che so, pare che stia ancora in preparazione di una legge per il collocamento dei normodati. Mi fermo qui per motivi di tempo, non ne voglio rubare altro, però credo che questi sono veramente i grossi problemi che una persona disabile, una persona non vedente si trova ad affrontare, perché se gli diamo lo strumento della cultura e gli diamo il lavoro, abbiamo tranquillamente portato il nostro ragazzo, con handicap, ad una persona normalissima. Grazie.
-Moderatore prof Felice Casucci
La parola al vice Presidente Mario Iodice dell’Ente Nazionale Sordomuti.
-Iodice vice Presidente Associazione Sordomuti.
Buonasera. Sono il vice Presidente della sezione provinciale dell’ente nazionale sordomuti. Sostituisco il Presidente perché è impegnato e mi ha delegato questa sera. Quali sono i problemi dei sordi? Non ci sono sportelli informativi, non è possibile accedere alle informazioni, non abbiamo nessuna possibilità di poter accedere ai servizi che pure esistono in rete, sul nostro territorio. Questa è la cosa più importante, ad esempio: quando nasce un bambino sordo bisogna affrontare subito dei problemi. Bisogna rivolgersi a strutture esterne, quindi siamo costretti a portare “questo” bambino fuori Regione sia per la cura che per la riabilitazione. Non c’è ancora una struttura sul nostro territorio che possa prendere in carico un bambino sordo appena nato. Le difficoltà di comunicazione iniziano dalla nascita fino alla scuola, fino al lavoro. Questa è una barriera. Si parla di barriere architettoniche però non si parla mai di barriere della comunicazione. Infatti noi sordomuti riusciamo ad arrivare agli sportelli informativi, agli uffici dove abbiamo bisogno di chiedere informazioni, però, poi, ci dobbiamo fermare, perché abbiamo difficoltà a comunicare. Cosa proponiamo? Proponiamo tante cose: chiediamo che in sede consultiva possiamo essere presenti anche noi per poter proporre quello di cui abbiamo veramente bisogno e per poter dare la nostra esperienza alle Istituzioni. Sono le Istituzioni che possono aiutarci a risolvere questi piccoli, grandi problemi che abbiamo. Nonostante siamo molto impegnati in questo rapporto con l’Istituzione per far presente i nostri problemi, purtroppo non veniamo mai ascoltati e questo chiediamo, di essere ascoltati! Vi ringrazio.
-Moderatore prof. Felice Casucci
Vorrei che i nostri amici venissero a fare qualche lezione all’Università, per insegnare ai docenti universitari quanto e come si parla con le persone! Comunque, questa è tutta un’altra storia! La parola alla Vice Presidente Dottoressa Lara Corace, del Centro Assistenziale Miriam.
-Corace vice preidente del Centro Assistenziale Miriam
Buonasera a tutti. Per chi lavora nel sociale, con il disagio, soprattutto a tu per tu, in trincea, come noi, il problema più grande è sintetizzare. Posto che mi sono stati dati cinque minuti, spero di avere tanti altri cinque minuti in un secondo momento, in seconda istanza, per approfondire. Sono ventiquattro anni che lavoriamo a stretto contatto con innumerevoli forme di disagio sociale, non le sto qui ad elencare perché le conosciamo tutti benissimo. La nostra Associazione ha una caratteristica, si chiama polivalente, proprio perché affronta nella polivalenza queste forme di disagio in varia maniera, con vari interventi, dall’addestramento di protezione civile con i carissimi amici che saluto, del servizio volontariato giovanile, in nome del grande Roberto Forlani, a finire all’area penitenziaria. Abbiamo affrontato il disagio veramente da innumerevoli punti di vista. Ciò lo ritengo necessario, indispensabile. Questa istanza, questa seduta, questa ottima iniziativa è indispensabile e anche se sono giovane mi permetto di fare i miei complimenti, con tanta, tanta umiltà, con tanto entusiasmo, da giovane criminologa, da sociologa e giovane in genere, come semplicissima cittadina. Sono ventiquattro anni che noi predichiamo, in particolar modo su un punto, la professionalità dell’intervento. Inutile fare volontariato, inutile proporre, inutile coinvolgere se alla base non c’è un supporto che abbia una cognizione di causa ben fondata su determinati fattori, su determinati significati che non si inventano ma sono fondati e strutturati su un buon retaggio storico, culturale. Ciò che mi sento di proporre questa sera - mi trovo in difficoltà perché avrei veramente tante, tante cose da dire – è di associarmi ad una proposta che è stata accennata dal giovane Avvocato, in rappresentanza dei giovani Avvocati del nostro territorio. Mi congratulo con quanto l’Eurispes, che saluto ancora, questa sera, ha scritto nel questionario ovvero la proposta proprio di un dislocamento necessario sul territorio dell’Ente che ci rappresenta per antonomasia, quindi per noi come Regione Campania. Questo è indispensabile. Noi che facciamo volontariato e cerchiamo di farlo nella maniera migliore e in assoluto, abbiamo necessità di un dialogo sistematico, continuo con le Istituzioni. Facciamo ricerca, studio, intervento ma battiamo, fondamentalmente su un aspetto che penso troverà concordi tutti coloro i quali, come noi, si occupano anche dell’aspetto psicopatologico, psicoterapeutico, sociologico, per largo raggio, che è quello della prevenzione. Non si può fare prevenzione se non c’è conoscenza diretta e cognizione di causa di quale sia realmente il problema. Abbiamo parlato di famiglia di detenuti, è un aspetto che affrontiamo quotidianamente, quindi, con i minori, con le madri, con i parenti e ci sono delle problematiche che, praticamente, sono a catena, non sto qua ad elencarle, le conosciamo tutti. Approfitto di questa occasione che ci viene offerta perché veramente, forse, è un’unica occasione e sono veramente entusiasta, anche emozionata, consentitemi il termine, perché è, appunto, la prima volta che finalmente la politica si rivolge a noi. Questa iniziativa ci fa capire che noi esistiamo, c’è qualcuno che ci prende in considerazione. La nostra professionalità, il nostro studio, il nostro immane sforzo quotidiano viene proposto continuamente ma non sempre viene accolto. Mi fermerei qua perché rischio di andare oltre, di sforare, cosa che non voglio, però, ritengo indispensabile una cosa, sottolineare una parola, un termine in cui crediamo realmente di cuore e, soprattutto, lo propongo e lo pongo al vaglio umile, al confronto in cui credo veramente, la sinergia. Ognuno, con la propria competenza al proprio posto. Con buone intenzioni, con lo spirito propositivo, risolutivo, tutti dobbiamo essere capaci ed è questo che sottolineo e propongo: aprirci al confronto. Quindi, a partire dal basso, come dicevamo prima, fino a giungere a chi ci rappresenta, ci governa, ci gestisce. Creare questa comunicazione, questo dialogo continuo, che sia sistematico, ora, lo si faccia con l’istituzione di commissioni specifiche, con delle particolari competenze, anche a livello formativo, consultivo, ma che si facciano. Comunicare con le competenze nelle fasi di progettazione, programmazione e nell’intervento vero e proprio. Mi auguro di essere stata, quantomeno, sufficientemente chiara perché ho realmente difficoltà a sintetizzare tutto quello che vorrei dirvi, mi rendo conto dell’unicità della possibilità. Mi auguro e lo chiedo ufficialmente davanti a tutti, che ci possano essere altre possibilità di questo genere. Vi ringrazio tutti e ringrazio in primis, il Presidente.
-Moderatore prof Felice Casucci
Ci sarà la Conferenza generale dei servizi, come avevamo già detto, quella che raccoglierà tutte queste testimonianze in un’unica occasione, per un confronto, poi, allargato con il Consiglio Regionale. La parola alla Dottoressa Pia Drago.
–Dott.ssa Pia Drago A.I.D.D.A.
Dopo questa sfilza di problematiche, verrebbe voglia di dire: “Basta, non ce ne sono più di problemi” ma sarei un’ipocrita, per cui, sarà non breve ma brevissima. Rappresento l’A.I.D.D.A. per la Provincia di Caserta, che è l’Associazione Donne Dirigenti di Impresa. E’ ovvio che noi non agiamo, interagiamo per le problematiche familiari, però le viviamo in prima persona, come donne, come famiglia, quindi, per questo motivo siamo in grado di evidenziarne qualcuna. Prima di tutto, Presidente, volevo ringraziarla di questa sua iniziativa visto che è la prima volta. Prima le ho sentito dire che Caserta è l’ultima delle tappe delle province campane, noi siamo considerati ultimi in tutto. Questa è una città stanca di essere “ultima” in tutte le graduatorie. Prima di tutto, quello che chiedo, come cittadina casertana più che come esponente A.I.D.D.A. è una maggiore attenzione a questa città, perché effettivamente si sente, in certi momenti, più una terra di conquista che non terra di lavoro e, purtroppo, è un dato che penso sia innegabile. Poi, per quanto riguarda le problematiche della donna che lavora, possiamo sicuramente attenerci alla famiglia, perché la famiglia, l’hanno già detto prima di me, quasi tutti, il Dottor Fiorito e altri è il gradino fondamentale della scala dei valori della società civile. Per cui una donna che lavora ha molti problemi. Spesso una donna che lavora sia colf, sia commessa o sia imprenditrice è anche madre. Allora, mi chiedevo come le politiche regionali possano aiutare la donna a non pentirsi di dedicare gran parte della giornata al lavoro e non a seguire i propri figli. Una piaga tra tutte, tanto per citarne una, che questa sera non è stata ancora citata, cito questa per non ripetermi, è la pedofilia. Questo fenomeno che colpisce adolescenti che tranquillamente vanno a praticare lo sport di pomeriggio, vanno a scuola, a giocare al parco. Sarebbe auspicabile una situazione che possa aiutare i bambini. Per esempio, un’assistenza socio – psicologica itinerante che possa monitorare nei vari luoghi di aggregazione infantile o adolescenziale, eventuali problemi nascosti. Si sa, molto spesso i bambini, i figli non parlano di questi disagi in famiglia. Questo è quanto!
-Moderatore prof Felice Casucci
La parola all’Avvocato Mario Covelli per l’Unam, sul tema i minori a rischio.
-Avvocato Covelli Associazione Unam
Ringrazio il Presidente, sarò telegrafico, tesi i tempi. L’Unam è un’associazione cui aderiscono Avvocati specializzati nella difesa di minorenni imputati. E’ dal 1980 che mi occupo della difesa dei minori imputati e dal mio quotidiano osservatorio ho tratto le seguenti convinzioni: in primo luogo in una società come la nostra, nella quale le stesse mete vengono indicate a tutti ma le opportunità per raggiungerle sono differenti, inevitabilmente vi sono soggetti, soprattutto minori, destinati a delinquere. Oggi tutti i giovani aspirano ad avere il ciclomotore, il cellulare di ultima marca, gli abiti griffati. In secondo luogo esistono lebaby- gang. La gang dà protezione, ti fa sentire qualcuno, fuori non sei nessuno, dentro hai un mezzo per raggiungere delle ricompense economiche ma, soprattutto, hai un ruolo, una funzione. Verso questi minori la pena non ha alcuna minaccia intimidatoria, non ha alcuna efficacia social-preventiva perché vivono in una marginalità assoluta, non hanno nulla da perdere, per cui non hanno nulla da rischiare. Perfino il carcere non ha nessuna efficacia di minaccia e di deterrente. Che cosa si può fare? La città di Liverpool, in Gran Bretagna, è noto che i centri inglesi hanno grossi problemi di delinquenza minorile, ha istituito una piccola paga, un’erogazione di sussidio al minore che non è delinquente per esempio, 50 sterline al mese. Questo mi sembra assurdo e diseducativo, quasi ti pago purché tu non commetta reato. La Regione Campania potrebbe fare qualcosa di diverso, finanziare dei progetti destinati ai minori a rischio o ai minori che sono già entrati in area penale, un lavoro di pubblica utilità, poche ore settimanali. Un lavoro adatto ai minori come ad esempio la vigilanza nei parcheggi, la manutenzione nei giardini, con corresponsione di piccola paga mensile, ad esempio 50, 60, 70, 80 euro con l’immediata percezione che questi benefici saranno perduti in caso di commissione di reato. Credo che questo possa costituire un deterrente, perché è la prima volta che questi ragazzi avrebbero un ruolo, una possibilità di guadagno ma soprattutto una funzione e una dignità, credo, soprattutto una speranza. Questo, che si potrebbe chiamare “reddito di cittadinanza per i cittadini minori”, potrebbe essere un’iniziativa del Consiglio Regionale della Campania. Grazie.
-Moderatore prof. Felice Casucci
Per la Fidapa, la parola alla Professoressa Marilina Pugliesi.
_Pugliesi Associazione F.I.D.A.R.P.A.
Presidente buonasera, grazie anche da parte mia e della mia Associazione. Penso che lei la conosce perché è un’Associazione nazionale, che si occupa soprattutto della figura della donna nell’ambito professionale ma che a Caserta ha incontrato un problema con le istituzioni locali per quanto riguarda un settore che affronta, cioè la formazione e in particolare la costituzione del comitato locale per l’educazione degli adulti, perché come associazione collaboravamo con la Seconda Cattedra dell’Università di Caserta, pedagogia generale, professore Schettini, per attivare tutti i progetti che la Regione finanzia per l’educazione degli adulti. Un invito al nuovo Consiglio, alla Presidente che è vulcanica e molto attenta a queste esigenze, perché, finalmente, nelle istituzioni locali della Provincia di Caserta queste attività possano trovare realizzazione e vengano costituiti questi comitati con tutte le sedi e le figure necessarie per poter dare un’occasione di più alle donne che vogliano, a una certa età, dopo aver soddisfatto l’esigenza della maternità, della famiglia, potersi reinserire nel mondo del lavoro. Penso che non debba aggiungere altro.
-Moderatore prof Felice Casucci
La parola alla Dottoressa Narciso, per l’Unicef.
-Dott.ssa narciso Rappresentante U.N.I.C.E.F.
Saluto e ringrazio il Presidente per questo invito. La mia capacità di sintesi è aiutata dagli interventi che mi hanno preceduto. Interventi che faccio miei, tipo la disabilità. Ho lavorato con le carceri, anche con quelle del nostro territorio, quindi non posso che far miei i problemi che sono emersi. Quando sono stata invitata a questo forum, in realtà ho messo a lavorare le scuole del territorio su delle proposte da poter fare. Mi è stato difficile, dato i tempi brevi, portare qui una classe, cosa che mi era riuscita nell’incontro di qualche mese fa che, poi, per una serie di motivi, non si è fatto. Se le fa piacere, tramite le sue collaboratrici posso mandarle questa raccolta di proposte che vengono dalle scuole del territorio. Gliele posso elencare in maniera semplice: asili nido, progettazione a misura di bambino, spazi verdi controllati, tutte cose che sono state pensate da questi bambini. Ma la cosa che mi piace dire, è quella che, al di là dell’asilo nido, del reddito di cittadinanza, tutte cose che servono e ben vengano, dobbiamo acquistare la consapevolezza, di questo chiedo anche il suo aiuto, di una cultura diversa. Promuovere una nuova mentalità e sensibilizzare il territorio. Bisogna guardare la famiglia da una prospettiva diversa, altrimenti l’asilo nido, l’area urbana non serve al bambino se diventa il parcheggio per consentire alla mamma di lavorare. Può diventare, invece, utile pensare che la famiglia ha bisogno di spazi e di tempi e questo, grazie all’istituzione regionale lo si può fare. Ho visto e lavorato con altre Regioni: esiste la “Banca del tempo” dove si dona una mamma a tempo. Se una Regione è sensibile, se tutte le realtà sono sensibili, anche un istituto bancario può consentire alla madre di arrivare un’ora più tardi o di uscire un’ora prima. Se si crea questa sensibilità del territorio ce la possiamo fare a dare un aiuto concreto alle famiglie. La ringrazio per questa occasione che lei mi dà. Ho la fortuna di conoscere altre Associazioni presenti sul territorio che non conoscevo. Mi sono resa conto che con alcune Associazioni, facciamo le stesse cose, magari confrontandoci, lavorando insieme, è possibile parlare di aiuti economici al volontariato. Forse questo è difficile, però se ci uniamo, forse, possiamo fare qualcosa. Comunque abbiamo bisogno di lei, abbiamo bisogno che lei valorizzi il nostro ruolo di antenne sociali. Il volontariato, i professionisti, l’ordine degli Avvocati, l’ordine degli ingegneri: se tutti siamo valorizzati nel nostro ruolo, le assicuro che il confronto con un’istituzione regionale ci motiva e guardi che questo capita anche con i ragazzi. I ragazzi, quando hanno saputo che le loro proposte dovevano essere presentate non a me, ma alla Presidente Lonardo, si sono attivati addirittura qualcuno ha detto: “Lo devo scrivere al computer, altrimenti la Presidente non capisce la mia grafia”. Sono cose belle, perché se si sente forte l’istituzione, le assicuro che si vive meglio il territorio. La ringrazio.
-Moderatore prof Felice Casucci
La parola alla Croce Rossa Italiana.
-Sorella Petrillo vice Ispettrice Ispettorato di Caserta
Innanzitutto buonasera alla Presidente Lonardo. Il mio intervento non era previsto, comunque, sarò brevissima e ringrazio tutti gli intervenuti. Ho conosciuto moltissime associazioni, quindi ho constatato, personalmente, che ce ne sono tante. La nostra organizzazione è un po’ particolare perché noi operiamo anche all’estero, quindi, vari componenti sono preposti a tanti ruoli. In effetti, abbiamo i volontari del soccorso, abbiamo i pionieri, abbiamo il corpo militare composto da medici, infermieri sia in servizio attivo che in pensione, abbiamo i donatori di sangue, quindi, ognuno di noi, ogni componente ha un compito specifico. Parlo personalmente, per quello che ho fatto io. Innanzitutto non mi sono presentata, sono una vice ispettrice dell’ispettorato di Caserta, sono stata in missione in Kosovo e lì, veramente, si sente il volontariato, in tutti i settori: nelle scuole, nel prestare aiuto alle famiglie ed anche essere ausiliari dell’esercito, perché abbiamo la doppia funzione, di infermiere ed ausiliarie dell’esercito. Altre sorelle operano in Iraq e laddove c’è bisogno di noi, andiamo volentieri! Ringrazio di nuovo la Presidente che ho avuto già la possibilità di incontrare, conosco quello che ha fatto in Croce Rossa, alla sede regionale e sono sicura, proprio al cento per cento, se posso usare questo termine, che siamo in buone mani. Grazie.
-Moderatore prof Felice Casucci
La parola al Colonnello Del Monaco.
-Colonnello Del Monaco Carcere Militare
Ringrazio tutti. Anche il mio intervento è un intervento che sarà molto breve, ringrazio la Presidente, è sempre un onore incontrarla. Il nostro progetto nasce da una realtà un po’ particolare: il Carcere militare, unico in Italia. Ormai è diventato un motto “carcere – sorgente educativa”. Il nostro obiettivo è quello di poter utilizzare quanto più è possibile, quelle che sono le risorse positive in ciascun detenuto, per sfruttare questa sorgente, queste risorse affinché possano dare un senso alla loro realtà e fare in modo che, chiaramente, tutto questo si possa trasformare in una realtà positiva. Appartengo al volontariato da molti anni. Dieci anni fa ho costituito un centro d’ascolto e sono ancora oggi il direttore. Ho cominciato a lavorare nelle scuole, abbiamo cercato di fare quel triangolo tra scuola – famiglia – volontariato, poi abbiamo cercato di trasformare questo triangolo in un cerchio di comunicazione. E’ questa la cosa più importante, laddove l’ascolto non è solo “udire” ma attivare tutto ciò che fa parte della nostra realtà del cuore. Soltanto in questo modo si può andare avanti in quei tre nostri parametri che sono sicuramente conosciuti da coloro i quali operano nel mondo del volontariato e cioè: la comprensione, la solidarietà, la condivisione. Definisco il volontariato come la politica del “Con”, della condivisione. Questo mio modo di pensare mi fa vedere nel detenuto il collaboratore, la persona con cui posso stipulare un rapporto, un patto trattamentale, questo lo posso fare grazie e soprattutto all’apertura che abbiamo dato a chi? Ai volontari. Nelle nostre strutture tantissime sono le organizzazioni di volontariato che vengono e ci danno una mano nel cercare di mandare avanti questo progetto, per vedere, al di là delle sbarre, al di là di quelle che possano essere le mura di cinta della nostra struttura. Il giorno 11 abbiamo una manifestazione, l’abbiamo proprio intitolata in questo modo “oltre le barriere” il nostro motto è stato “liberabili”. Abbiamo invitato nella nostra struttura un’organizzazione di volontariato di disabili, che verranno da noi, condivideremo insieme una giornata, dal mattino alla sera, staremo insieme durante la fase dell’approccio, della comunicazione, del convivio del pranzo e la sera daremo insieme, detenuti e disabili, andando oltre le barriere e le frontiere, uno spettacolo aperto anche alla cittadinanza e a coloro i quali vorranno intervenire. Speriamo di avere anche in quella occasione, colei che ha istituito l’inno dei disabili, vale a dire Annalisa Minetti. Vi ringrazio lasciandovi con una frase che tutti i giorni mi appartiene: “Ricordiamoci che tutto è possibile e nulla è impossibile all’occhio del cuore”. Vi ringrazio!
-Moderatore prof Felice Casucci
La parola all’Associazione Spazio Donna Onlus. Il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere, comunque il suo rappresentante, non me ne voglia se passo prima la parola all’associazione Spazio Donna Onlus.
-Grassitto vice Presidente Associazione Spazio Donna onlus
L’intera organizzazione ringrazia la Presidente, per l’opportunità che ha dato a tutte le Associazioni, in particolare alla nostra e porto anche i saluti della Presidente, la Dottoressa Carnevale che per motivi di lavoro ed impegno non è potuta essere qui. Sarò molto sintetica, visto anche i tempi di attesa. Innanzitutto, per essere sintetica, devo un po’ descrivere quelli che sono i segmenti di cui la nostra Associazione si interessa. La nostra Associazione lavora sul territorio dal 1980, è costituita da diversi segmenti: una linea telefonica con cui abbiamo un contatto diretto con le donne che ci chiamano per svariati motivi, da quelli psicologici a quelli di natura legale. Abbiamo una casa di accoglienza, gestita dalla cooperativa WIN, qui è presente la dottoressa Nigro, ne parlava in precedente la Dottoressa Calabritto. Abbiamo, poi, un centro documentazione donna, sul quale mi soffermerei giusto un po’. Il centro documentazione donna si interessa della documentazione, abbiamo avuto sempre, in questi anni, un occhio molto attento, di riguardo, per la formazione nelle scuole ma non solo e in questo momento mi riaggancio a quello che diceva la Professoressa Pugliesi, anche mia collega scolastica, della F.I.D.A.P.A. per quanto riguarda la formazione, la politica di genere. Il nostro interesse è rivolto in particolar modo alle donne adulte che, praticamente, cercano un inserimento o un reinserimento nel mondo del lavoro. Questo noi crediamo che sia possibile attraverso un’accurata formazione di politica di genere. Allora, quello che chiediamo, innanzitutto è una rete tra le associazioni, che devo dire, a Caserta, in questi ultimi anni siamo stati capaci di creare. Chiedo, soprattutto, una stretta collaborazione con la Regione, in modo da poter organizzare dei comitati locali sul territorio che possano sensibilizzare a questa problematica. Teniamo presente che, attualmente, nelle scuole, fino a pochi anni fa esisteva la figura della referente delle pari opportunità, una figura che si occupava di promozione, che lavorava di concerto con il CSA, di concerto con la Provincia, quindi, era in grado di organizzare quelli che erano i percorsi integrati, percorsi di azione positiva. Attualmente questa figura non opera più. C’è bisogno di una spinta ulteriore affinché si ripresenti di nuovo, nell’ambito scolastico, una figura di tale competenza. Auspico nascano Enti che possano dar spazio ad una formazione di genere. Vi ringrazio.
-Moderatore prof. Felice Casucci
La parola alla Dottoressa Alois. Poi un cittadino – così avremmo detto nella rivoluzione francese - deve fare un piccolissimo intervento di 30 secondi e poi ci saranno i saluti finali della Presidente.
-Dott.ssa Alois A.I.D.D.A.
Grazie, Presidente. Sono consigliera regionale A.I.D.D.A. Campania. Già c’è stato un intervento da parte della delegata provinciale Pia Drago. Vorrei dire due parole: intanto ringraziarla, perché le Istituzioni che ci ascoltano, per qualunque cittadino sono una grande soddisfazione, significa che ci siamo, esistiamo e siamo ascoltati. La cosa che vorrei sottolineare è questa: come donna di impresa devo rilevare che il nostro territorio ha un solo asilo nido su una popolazione di circa 80 mila unità. Abbiamo una popolazione in età prescolare, parliamo di bambini da zero a tre anni, di 2600 unità. C’è un solo asilo nido con una ricettività di 60 unità. Quindi, rispetto alla richiesta, 60 unità penso siano veramente poche. Allora, dico: stanno sorgendo i distretti industriali e sono già avviati, parlo di Marcianise. Sono socia del polo della qualità ed ho avuto incontri con il Presidente Aprile, di cui porto i saluti a lei, Presidente, ribadendole l’invito a venire a visitare la struttura. Il Presidente Aprile mi ha assicurato che abbiamo già avviato, come polo della qualità, tutte le pratiche per avere un asilo nido all’interno. Il polo della qualità è una struttura all’avanguardia, conto che questo sia veramente il primo asilo nido. Precedentemente si accennava alla realizzazione di un asilo nido nell’A.S.L. ma non è mai partito. Si parlava nella commissione pari opportunità, di cui ho fatto parte, di organizzare un asilo nido al Tarì, ma non è stato mai fatto. Avvertiamo la necessità sul nostro territorio dell’apertura di asili nido. Per quanto riguarda lo sport la provincia di Caserta possiede alcune strutture sportive abbastanza valide ma non c’è un uso pubblico. Solo le scuole vi possono accedere, al mattino. Vorrei che ci fosse, per i bambini, soprattutto per i fanciulli, per i ragazzi, un accesso gratuito ai servizi sportivi, perché lo sport è importante per la crescita psicofisica. Caserta manca di una piazza dove ci si possa riunire, dove le famiglie possano stare con i propri figli, “stare insieme”. Avvertiamo un uso scorretto del territorio e degli spazi pubblici. Spero che con la prossima amministrazione che verrà le cose cambino. Sicuramente Caserta spera in questa rinascita perché non si può accettare che i ragazzi vadano fuori nei bar dove ci sia droga e altro. Abbiamo bisogno di normalità, di quello che veramente ci è dovuto. Speriamo che le Istituzioni ci siano sempre vicine, accolgano le nostre richieste e stiano vicine a tutti i cittadini. Vi ringrazio.
-Moderatore prof Felice Casucci
La parola al cittadino.
-Palmieri libero cittadino
La mia parte cattiva mi fa dire: “Ma perché Benevento sta solo a Benevento e non a Caserta?” Mi perdoni, perché è emblematico quello che si vede e quello che non si vede. La mia parte buona invece mi fa dire un’altra cosa: “Grazie ancora, grazie comunque, perché è una cosa straordinaria la vostra presenza, qua, questa sera”. Non conoscevo questa realtà, sono rimasto sconvolto, perché l’ospite principale di questa sera e non l’abbiamo salutato, era il cuore, complimenti a lui, al cuore vostro che porta avanti questa battaglia straordinaria. Non chiedo niente, chiedo che ci siano ancora queste iniziative, perché questo accultura la vita, dà spazio a tanti bei propositi. Non chiedo, offro, nel mio piccolo, i miei servigi. Ho la felicità di amare la musica e di organizzare spettacoli musicali, per opere di bene che siano finalizzate a ottenere dei risultati concreti, non delle cose che siano finalizzate a fare il grande cenone. Per fare soldi, denaro per aiutare chi ne ha bisogno, metto a disposizione me e tutti i miei musicisti. Per chi vuole, sono disponibile. Viva la vita! Viva il cuore! Via voi, che vi adoperate tanto per la nostra società! In arte mi chiamo Mimì Palmiero, ho avuto il piacere di sentirla telefonicamente, signor Colonnello, le rinnovo la proposta, sempre valida, di venire nel suo carcere. Grazie.
-Moderatore prof. Felice Casucci
Ci indirizziamo verso le conclusioni che, ovviamente, affidiamo alla Presidente del Consiglio Regionale.
-Sandra Lonardo Presidente del Consiglio regionale
Intanto grazie a tutti quelli che sono intervenuti. Grazie al professore Casucci, penso che un applauso glielo dobbiamo, è sempre così presente, non solo in questi momenti ma è presente laddove, poi, bisogna lavorare, devo dire che è un prezioso collaboratore nel Consiglio Regionale. Ringrazio il Dottore Angrisani insieme alle due dottoresse, Leila Ficci e Marzia Bilotta per quanto hanno fatto e per quanto dovremo ancora fare insieme agli amici dell’Eurispes. Diceva il nostro amico Mimì Palmieri, questa sera l’ospite d’onore è il cuore. Questi incontri, non a caso ho iniziato questo percorso parlando con le Associazioni, nascevano proprio da una mia esigenza: quella di incontrare il mondo del volontariato nel quale ho lavorato per tanti anni e continuo a lavorare anche se non con la stessa assiduità di un tempo. Comunque, il volontariato in genere è rimasto nel mio cuore, sono molto vicina a tutte le Associazioni, proprio perché penso che dal mondo del volontariato arrivino molte indicazioni relative ai bisogni che noi Istituzione dobbiamo tradurre in legge. Potrei dare risposte relative alle vostre istanze ma questa è nata come una campagna di Ascolto. Il Presidente del Consiglio, rappresentando tutti gli altri 59 Consiglieri Regionali non può entrare nello specifico e dare indicazioni o risposte immediate. Sottolineo che tutto quello che ci siamo detti questa sera e quanto è stato detto nelle città dove ci siamo incontrati in precedenza, sarà oggetto di dibattito in Consiglio. E’ giusto che io deleghi i Consiglieri ricoprendo il mio ruolo istituzionale quale Presidente del Consiglio e come tale vi dico che posso invitare la scuola che ha preparato queste proposte per portarle direttamente in Aula. A tal proposito vi informo che abbiamo un progetto molto interessante, che stiamo espletando in modo assiduo negli ultimi tempi, si chiama “Ragazzi in Aula”. Sono diverse le scuole che arrivano in Consiglio Regionale. Ci siamo adoperati ad organizzare un incontro dove vengono a conoscenza di quello che è il Consiglio, di quello che fa, di come si lavora all’interno dell’Istituzione, come nasce una proposta di legge, come sono strutturate le Commissioni. Quindi propongo al Dottor Angrisani di programmare un incontro con questa scolaresca affinché i ragazzi possano portarci direttamente le loro istanze. Prevedo che saranno davvero molto, molto apprezzate dal Consiglio intero. Un invito agli amici sordomuti e non vedenti: potete avanzare al Dottor Angrisani una breve richiesta, magari prepararla qui questa sera, dove chiedete di poter assistere ad una seduta di Consiglio. Stiamo incentivando e implementando anche questo: utilizziamo il question time, prima Regione in Italia, perché riteniamo fondamentale la presenza del cittadino in Consiglio. Ponendo un quesito si possono ricevere risposte immediate e riteniamo sia questo un modo efficace per entrare nelle famiglie. Questa sera vi ho conosciuti, voi ci avete conosciuti, voi vi siete conosciuti. Il fatto che sono due città della Regione Campania che non hanno un albo del volontariato e mi sembra che Caserta sia tra queste, è una cosa che lascia pensare. Non abbiamo mai invitato i Sindaci e i Presidenti delle Province ai nostri Forum ma, forse, in seguito, lo dobbiamo fare. Perché molte cose delle quali voi avete parlato sono problematiche che si possono risolvere in loco. Creando quella sinergia a cui faceva riferimento una delle dottoresse intervenute si possono individuare gli obiettivi strategici che tutti ambiamo a raggiungere. Se non c’è sinergia sarà difficile dare delle risposte perché si creano tanti piccoli compartimenti stagni: ognuno lavorando nel proprio campo non riesce a guardare nel campo degli altri. Una delle dottoresse intervenute faceva riferimento al fatto che la sua Associazione si interessa di tante cose però è qui, stasera, che ha conosciuto tante altre Associazioni che fanno le stesse cose. Quindi se ci mettiamo insieme riusciamo a dare maggiori risposte al disagio, nel rispetto sicuramente della privacy. Propongo di sforzarvi di conoscervi di più, di presentarvi tra di voi per imparare a condividere con la condivisione. Sono stata ospite nel Carcere e saluto il Direttore. E’ stato un momento di straordinaria emozione. Ho visitato altri Istituti Penitenziari della Regione Campania e ho assistito i detenuti nella produzione di manufatti. Bisogna creare condizioni per far sì che all’esterno si possano vendere questi lavori che sono davvero straordinari. Di qui a poco, in Consiglio Regionale inaugureremo uno spazio dedicato all’esposizione anche di tutti i lavori realizzati dagli amici che sono all’interno degli Istituti di pena insieme a quelli di tanti giovani che non sempre hanno possibilità di esporre le loro opere d’arte. Quindi se tutti insieme, noi come Istituzione, raccogliendo le indicazioni che vengono dai cittadini e voi attraverso i rappresentanti delle istituzioni locali, creiamo casi di cittadinanza attiva, possiamo concretamente, grazie al supporto del volontariato, migliorare le nostre terre. Tutto quello che ci siamo detti questa sera, sarà oggetto di pubblicazione, come vi dicevo in premessa ma da Caserta mi arriva anche un altro input: voglio inviarne copia non solo a tutti i 60 Consiglieri ma anche agli Assessori competenti, perché molto è di competenza degli Assessori Regionali. In questo modo avviene il contatto diretto con gli Enti Locali per poter dare delle risposte immediate. Ritengo che questo pomeriggio sia stato, come lo sono stati gli altri quattro che vissuti nelle altre città della Regione Campania, un pomeriggio all’insegna della proposizione, della condivisione, del proporsi con la “speranza di”. Certo, dirvi che daremo risposte efficacia tutti, in tempi brevi, sarebbe un bel sogno, sarebbe un cosa bella, però vi assicuro che ogni singola parola sarà pesata e soppesata. Quindi ci sentiremo, magari, in corso d’opera, quando le sei Commissioni Permanenti che abbiamo vanno a licenziare i provvedimenti a loro sottoposti. E’ importante questo ascolto che precede la presentazione ed anche lì c’è un momento di confronto, c’è il momento dell’audizione che viene fatto un po’ più a livello di rappresentanze regionali piuttosto che provinciali. Non so quanto, poi, i rappresentanti regionali, delle varie Associazioni parlano con quelle provinciali, perché c’è sempre un difetto di comunicazione. Auspico che all’Ascolto delle Associazioni che operano per il supporto della famiglia seguirà quello sul lavoro che sarà molto interessante perché allargheremo la sfera ai sindacati e agli imprenditori. I Presidenti degli Ordini Professionali, che già abbiamo contattato, si sono detti disponibili, a titolo gratuito, a collaborare e a prestare la loro competenza alle Commissioni Consiliari per far sì che le nostre leggi possano essere le migliori possibili. Quindi, con l’augurio che quanto ci siamo detti oggi possa essere di aiuto a quello che è il lavoro, ma sicuramente lo sarà, delle Commissioni e del Consiglio intero e sicura di poter dare qualche risposta, vi saluto nella speranza di incontrarci presto e, perché no, incontriamoci anche fuori da questo contesto, magari nelle vostre Associazioni, perché, ripeto, credo molto, molto, nel volontariato. Complimenti per quello che fate e buonasera a tutti. A presto!
Alle ore 20.20 terminano i lavori.












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